“LE FOTO PIU’ BELLE DEI NOSTRI LETTORI”

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Per la trentacinquesima uscita della rubrica “Le foto più belle dei nostri lettori” pubblichiamo lo scatto di Laura Moltisanti. Protagonista centrale di uno scenario in bianco e nero è la Bandiera siciliana.

Triscele per i Greci. Triquetra per i Romani. La Trinacria è simbolo da millenni della nostra regione. Una radicata ed appassionata tradizione siciliana vuole che il triscele arcaico, cioè quella strana figura composta da una testa di donna da cui si irradiano in giro simmetrico tre gambe umane piegate al ginocchio, sia dall’antichità il simbolo rappresentativo della Sicilia.

Infatti, per la sua particolare configurazione geografica, caratterizzata da tre promontori, Pachino, Peloro e Lilibeo, ben si adatta a quella figura, a cui i romani imposero lo stesso nome aggettivale dell’Isola. La più antica allusione alla forma triangolare della Sicilia risale ad Omero (Odissea, XII, 127): Trinachía.

Gli studiosi sono concordi nell’affermare che si tratta di un antico simbolo religioso orientale, sia che rappresentasse il dio Baal, o il Sole, nella sua triplice forma di dio della primavera, dell’estate e dell’inverno, sia che rappresentasse la luna con le gambe talora sostituite da falci lunari.

Il simbolo della Trinacria acquistò una valenza sacrale in Sicilia, che lo trasformò in una sorta di talismano. Ma il suo valore divenne essenzialmente geografico e si identificò talmente con la Sicilia, nelle sue diverse denominazioni di Trinacria, Triscele, Triquetra, Trichetria, che fu addirittura “esportato”. Il simbolo della Trinacria si trova, infatti, nell’Isola di Man sita nel mare d’Irlanda, portatovi, secondo una leggenda locale, dai Normanni che venivano dalla Sicilia nei secoli X – XI, che sostituirono con la Trinacria l’antico simbolo dell’isola irlandese.

Il simbolo siciliano si trova, inoltre, in stemmi di famiglie nobili straniere, come gli inglesi Stuart d’Albany (probabilmente per indicare il loro dominio su isole del mare d’Irlanda, come l’isola di Man), i Drocomir di Polonia, i Rabensteiner di Francia, gli Schanke di Danimarca ed in tempi più recenti anche re Gioacchino Murat inglobò la Trinacria nel suo stemma.

Ringraziamo Laura Moltisanti per il suo contributo alla nostra rubrica  e vi ricordiamo che tutti voi potete inviarci le vostre foto all’indirizzo e-mail info@ragusaoggi.it .

 

 

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