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“Le accuse erano false. La nostra società rispetta i valori sportivi”. I dirigenti del Vittoria replicano al Gioiosa
25 Mar 2026 08:42
I dirigenti del Vittoria ora parlano. In silenzio per due settimane, la società biancorossa ora ha deciso di dire le sue ragioni.
All’indomani della notizia del ricorso presentato dalla Polisportiva Gioiosa dopo la partita non disputata di due settimane fa, i dirigenti avevano scelto di non rispondere alle accuse della Polisportiva Gioiosa che avevano parlato di aggressione, intimidazione e condotta antisportiva. Hanno atteso in silenzio fino a quando non è arrivata la sentenza del giudice sportivo, che ha dato ragione in tutto al Vittoria e ha respinto, anzi ha dichiarato inammissibile perché mai notificato al Vittoria, il ricorso della società tirrenica.
Dopo la sentenza, però, i dirigenti hanno deciso di dire la loro. “Le notizie apparse sugli organi di stampa erano basate esclusivamente sulle dichiarazioni di parte della Polisportiva Gioiosa. La nostra società ha, sin da subito, percorso una scelta precisa: quella di non replicare alle vane ed infondate accuse rivolteci ma piuttosto di mantenere un doveroso silenzio, rispettoso nei confronti degli organi di Giustizia Sportiva chiamati a decidere sulla vicenda, sui quali si è riposta la massima fiducia. I ricorsi non si propongono sui social ma agli organi competenti, nel rispetto delle regole procedurali e nel contraddittorio delle parti!”. Poi, finalmente, spiegano le ragioni del Vittoria: “Respingiamo con forza al mittente qualsiasi accusa di violazione dei principi sportivi e vieppiù di aggressione, intimidazione o condotta antisportiva, in quanto prive di qualsiasi fondamento. Resta, tuttavia, un pizzico di amarezza per una vicenda che ha rischiato di infangare ingiustamente l’immagine di una società che, nel corso degli anni, ha sempre dimostrato di avere nell’ospitalità, nella correttezza e nel rispetto dei valori sportivi i propri principi fondamentali, rappresentando con orgoglio la propria città, dentro e fuori dal campo”.
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