Un intervento d’urgenza estremamente delicato ha segnato un importante passo avanti per la sanità siciliana. All’ospedale “Guzzardi” di Vittoria, l’équipe dell’Unità operativa complessa di Oculistica, diretta dal dottor Alberto Belluardo, ha operato un paziente arrivato in Pronto soccorso con una grave perforazione corneale su un precedente trapianto, aggravata dalla presenza di un descemetocele, una condizione […]
L’AUTOSTIMA E’: “NON VEDERE LE COSE PER COME ESSE SONO MA PER COME NOI SIAMO”.
15 Feb 2013 07:06
L’autostima è l’apprezzamento che ognuno di noi da a se stesso. E’ quello che pensiamo di valere, il nostro personale autogiudizio e/o autoapprovazione. Se pensiamo di valere tanto la nostra autostima sarà alta; se la percezione di noi stessi è invece scarsa, la nostra autostima sarà bassa.
L’autostima è una percezione di sé completamente soggettiva e per questo anche mutevole nel tempo. Infatti, a seconda della fase di vita, può cambiare. Ma da cosa è influenzata la valutazione che diamo a noi stessi? Sono tantissimi i fattori che la influenzano e determinano, fra questi ricordiamo i più importanti:
· Fattori affettivi: sono il nostro mondo relazionale, riguardano la nostra capacità di provare e ricevere sentimenti ed emozioni.
· Fattori cognitivi: sono la nostra conoscenza del mondo e dei suoi fatti, racchiudono anche le considerazioni tratte dalle esperienze vissute.
· Fattori sociali: sono il nostro modo di stare al mondo, dai piccoli gruppi ai più grandi, ed il ruolo e le funzioni che svolgiamo al loro interno.
Questi tre fattori a loro volta sono influenzati dalle nostre aspettative, dai nostri ideali, dalle nostre illusioni e disillusioni. Uno dei pionieri della psicologia, W. James, parla proprio di un Sé Ideale versus un Sé Reale, di quanto la percezione reale o ideale di sé sia influenzata dalla vicinanza o discrepanza fra i due. Più sarà irraggiungibile verosimilmente il progetto di Sé più aumenterà la propria frustrazione, abbassando l’autostima; più saranno raggiungibili i traguardi prefissati meno saranno le insoddisfazioni e maggiore la valutazione che si darà a se stessi, ovvero l’autostima. Il “come siamo” se è molto distante dal “come vorremmo essere” può realmente portare ad una reale compromissione della percezione di sé. È necessario cercare di capire quanto realmente siano verificabili e sperimentabili i propri ideali per evitare di far sciogliere, come ali di cera al sole, l’idea di se stessi.
Per lo sviluppo di una buona autostima e, quindi, a priori anche di un Sé Ideale non esageratamente discrepante da un Sé Reale, è certamente fondamentale il ruolo svolto dalle figure di accudimento durante la crescita e lo sviluppo. Ad esempio, genitori molto ansiosi, apprensivi e iper-protettivi non permettono al bambino di prendere contatto con il mondo circostante né gli permettono di sviluppare in pieno le proprie risorse o la sperimentazione delle gratificazioni e delle sconfitte, poiché si pongono sempre loro come risolutori di conflitti o bisogni. Questi bambini molto probabilmente diventeranno degli adulti insicuri, incapaci di badare a sé e soprattutto incapaci di credere in sé.
Lo stesso vale per figure d’accudimento svalutanti e frustranti. Se non sono loro per primi a credere nelle qualità del proprio figlio difficilmente lo farà lui da solo.
I bambini a cui viene invece data l’opportunità di misurarsi con i propri successi e insuccessi sperimentano il senso di responsabilità delle proprie azioni e, soprattutto, sviluppano un’adeguata conoscenza dei propri limiti e risorse (il sé reale). Questi bambini cresceranno con una sana autostima, con la voglia e la volontà di non accontentarsi passivamente dei fatti della vita.
Migliorare la propria autostima da adulti è ovviamente possibile. Il lavoro terapeutico fondamentale è quello sulla percezione e immagine di sé, per capire da cosa sia minata e compromessa.
© Riproduzione riservata