LA TOPONOMASTICA DI RAGUSA. UN VERO MISTERO CHE LASCIA SCONCERTATI

Potrebbe essere estremamente interessante sapere che una importante strada cittadina – per quanto periferica – della nostra bella e civile e progredita e sempre più grande Ragusa è intitolata al professore Attilio Momigliano. Altrettanto interessante, almeno per gli addetti ai lavori, è sapere che il citato professore era nato a Ceva (Wikipedia sostiene trattarsi di una cittadina o meglio grosso paese con meno di sei mila abitanti in provincia di Cuneo, Piemonte). Ancora più interessante sapere che Attilio Momigliano fu un critico letterario, che insegnò storia della letteratura italiana prima al liceo classico Cavour e al liceo Gioberti di Torino, poi all’Università di Catania (si tenga a mente questo specifico dato, per quanto si dirà successivamente), e quindi a Pisa e infine a Firenze. Il professore Momigliano è morto esattamente sessanta anni fa, nel 1952.

Quindi un letterato di livello, al quale dobbiamo essere grati, tutti, anche noi ragusani, per tutto quanto ha dato alle lettere nazionali (confessiamo candidamente di non sapere altro di Attilio Momigliano, proprio null’altro).

Ma adesso, permetterete, la domanda: cosa lega il professore Momigliano alla città di Ragusa? All’apparenza poco, per non dire nulla. Eppure gli è stata dedicata una lunga e importante arteria del quartiere Pianetti, che non sarà la via Roma (la povera via Roma!) e neppure il Corso Italia ma è pur sempre una strada sulla quale affacciano non poche case (quasi tutte moderne villette col fazzoletto di terra coltivata a parietaria e stentati ulivi sferzati dalla tramontata) di nostri benestanti concittadini (borghesi, si intende, né popolari ma nemmeno ricchi, nobili oppure no, distinzione che in questa città torna ad essere cosa importante, della quale torneremo ad occuparci, con la versione colta di Hicsuntleones, chi scrive queste note è il componente popolare del vasto gruppo di amici che si ritrovano nell’ormai famoso pseudonimo di RagusaOggi).

Quanto viene in mente a guardare quella targa, quel “Attilio Momigliano”, è sostanzialmente riassumibile in due semplici pensieri, anzi tre. Il primo: ma chi decide – a Ragusa – i nomi delle strade? Un tempo mi fu risposto: una speciale commissione di esperti. Ma esperti di cosa, verrebbe da dire, se a Enrico Mattei è stata intitolata una stradina senza sbocco traversa di viale delle Americhe e ad Attilio Momigliano una lunga arteria ai Pianetti? Il secondo: potrebbero avere – i famosi esperti – finito i nomi da mettere alle strade, stante le enorme crescita verso la periferia, specie negli ultimissimi anni, della civilissima Ragusa? Certo, potrebbero aver finito i nomi ma, ci chiediamo, prima di arrivare ad Attilio Momigliano, non era forse il caso di omaggiare Giuseppe Tomasi di Lampedusa, un pochino più famoso di Momigliano e anche siciliano? Infatti – ma sono prontissimo a ricevere una auspicabile smentita – nella nostra città non esiste una strada intitolata all’autore del Gattopardo.

E infine il terzo pensiero: non è che, per caso, si intende per caso, e per pura coincidenza, quell’Attilio Momigliano fu professore a Catania di qualcuno di quegli esperti che siedono nella commissione per la toponomastica cittadina?

E infine, ma davvero infine: se provate a scrivere con Word “Momigliano”, il correttore automatico rettificherà sempre in “Somigliano”. E li che scatta l’ulteriore ricerca: non esiste nessuna città e nessun personaggio che ha per nome Somigliano; word corregge perché Momigliano non gli dice nulla, al contrario di “somigliano”, nel senso del verbo somigliare. E intanto riposano in pace Giuseppe Tomasi di Lampedusa e tutti i personaggi del suo romanzo, uno dei tre migliori mai scritti in lingua italiana.

 

 

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