LA RELAZIONE TECNICA DEI REVISORI DEI CONTI EVIDENZIA COME LA FIERA EMAIA PRECIPITI NEL BARATRO

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Il collegio dei revisori dei conti raccomanda il Consiglio di amministrazione nonché la direzione aziendale di effettuare da subito una efficace azione di contenimento dei costi e delle spese tendendo alla riduzione degli stessi in rapporto ai ridotti ricavi che l’azienda riesce al momento a conseguire, il tutto finalizzato ad assicurare all’ente la continuità aziendale e il prosieguo dell’attività nel suo complesso. E’ quanto si legge nell’analisi al piano di programma e al conto preventivo 2015 redatto dai revisori dei conti della Fiera Emaia. A rendere noti i contenuti del documento tecnico è il consigliere comunale del movimento politico, Sviluppo Ibleo, Andrea La Rosa, il quale sottolinea come l’altro aspetto preoccupante, che emerge nella stessa relazione, è l’invito ad una forte riduzione della spesa del personale nel suo complesso che da sola, secondo l’ultimo dato di bilancio 2013, raggiunge il 60% dei ricavi conseguiti. Per questo, i revisori dei conti invitano i vertici aziendali a valutare l’utilizzo di ammortizzatori sociali, procedure di mobilità o di diversa natura per il personale dipendente in temporaneo esubero rispetto alle attuali e reali esigenze aziendali, oltre ad una congrua riduzione dei compensi degli organi istituzionali dell’azienda. “Questo non lo diciamo noi dell’opposizione – afferma La Rosa – ma un organo tecnico che, valutando la gravità della situazione, chiede ai vertici della Fiera Emaia di correre ai ripari. Le valutazioni che facciamo noi, però, basandoci su questi dati tecnici, sono ovviamente di natura politica. E mettono in rilievo il fallimento, in maniera totale e inequivocabile, della gestione Denaro. Il presidente dell’Emaia, Giovanni Denaro, che non ritiene opportuno partecipare alle riunioni delle commissioni consiliari, regolarmente convocate, per spiegare il proprio punto di vista ai rappresentanti regolarmente eletti della città, si è trovato tra le mani una patata bollente che gli è scoppiata in faccia. Prima che siano creati ulteriori danni irreparabili, lo invitiamo, assieme agli altri componenti del consiglio di amministrazione, a rassegnare le dimissioni. E’ l’unico modo per la Fiera Emaia di ripartire da zero ed avviare un serio piano di risanamento che consenta alla città di potere contare, ancora, sulla propria municipalizzata fieristica un tempo vanto dell’intera Vittoria e che, oggi, è solo catalizzatore di debiti e di personale insoddisfatto. Chiediamo a Denaro di essere rapido nella decisione. Perché continuare a rimanere sui propri passi significa infilare la testa nella terra come gli struzzi e fare finta di non vedere che tutto sta crollando. La situazione è difficile, disperata. Ma non è impossibile da risolvere. Però è fondamentale che chi ha condotto l’azienda nel baratro faccia un passo indietro. Questo, almeno, Denaro lo deve alla città di Vittoria”.

 

             

 

 

 

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