LA LOTTA INTESTINA AL PARTITO DEMOCRATICO. QUANTA TRISTEZZA

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Senza scomodare chissà chi e chissà dove (ma certo Peppino Viviani e Peppino Bengasi, dall’alto del cielo marxista dove si trovano di certo tra mille vergini ucraine e immersi nel fumo di infiniti “avana” staranno incazzandosi come non mai), appare evidente che con questi avversari (?) Nello Dipasquale vincerà sempre, con Territorio, Mare e Monti, Caccia e Pesca e Amici della Frittella. Vincerà sempre perché Peppe Calabrese alle prossime elezioni invece di settecento voti ne avrà novecento, che gli serviranno per legittimarsi ancora una volta come leader cittadino, nel mentre il suo partito continuerà nell’emorragia a favore di Nello supersindaco (fossi io lo scaltro Nello mi candiderei a deputato regionale nelle file di Rifondazione comunista, per vincere sempre e comunque e poter sfottere – da deputato – tutti gli amici della sinistra iblea in saecula saeculorum).

E non solo. Quale che sia la base di legittimazione di Calabrese segretario, siano i voti o le amicizie, la simpatia o il fascino sulle donne, questa sua gestione del partito appare asfittica e certamente miope. Ma il problema vero, quello serio (si intende per gli iscritti ed i simpatizzanti del partito democratico), è dato dal fatto che gli avversari interni a Calabrese sono suoi compagni che del segretario non hanno neanche la capacità di dragare voti. Massari, Barrera et alii non possono competere con Calabrese all’interno del PD, e meno che mai all’esterno del partito, in consiglio comunale o nel caso di primarie con altri partiti del centro sinistra.

La situazione non è delle migliori, perché l’assenza di una capace e seria opposizione si riflette negativamente anche sulla maggioranza, come insegna la storia della politica.

Senza dire, ma sfonderemmo una porta aperta che è invece consigliabile tenere chiusa, senza dire che nella stessa città il Partito Democratico avrebbe tutte le carte in regola per reclutare e far collaborare e contribuire altri personaggi, di maggiore spessore (si intende politico). E senza necessariamente ricorrere all’antico (seppure Giorgio Chessari ha ancora capacità intellettive e politiche che col tempo non solo non ha perso, ma secondo noi anche migliorate).

Speriamo bene (anche se continueremo a votare per Nello sindaco, onorevole, senatore, presidente e condottiero).

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