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LA LADRA DI UOMINI CHE AFFONDA LE SUE RADICI NE “LA LUPA “ DI VERGA
22 Feb 2016 15:09
Grande affluenza di pubblico per lo spettacolo teatrale “La lupa” di Giovanni Verga su adattamento di Micaela Miano organizzato in città dall’associazione Abc alla Scuola dello Sport di via Magna Grecia per la stagione di “Teatro In Primo Piano”. In scena nei panni di Gna’ Pina Lina Sastri, una lupa nuova e meno negativa di come appariva alla fine dell’Ottocento nel romanzo del Verga. La Sastri si è contraddistinta ancora una volta non solo per la sua voce ammaliante ma anche per la sua grande versatilità di attrice di successo. La piéce ha forse trattato una parte limitata del romanzo verghiano e molti avrebbero voluto vedere di più. Il pathos si è concentrato sulla figura di Gna’ Pina e questo nuovo adattamento di Micaela Miano sembra abbia voluto dare alla piéce una ventata di contemporaneità che può lasciare tra i fedelissimi del romanzo ottocentesco un po’ di perplessità. Questa però è una lupa innamorata che vive più liberamente la sua sessualità anche se in un ambiente ancora troppo radicato nella morale contadina . Ma sarà la sua stessa gente che le farà da spalla attraverso i vari personaggi per uscir fuori da quella incestuosa situazione che ha visto come amanti una suocera ed un genero. In scena sono più le donne a farla da padrona . Tra le donne contadine ricordiamo le interpretazioni di Giulia Fiume, apparsa recentemente nella nuova serie televisiva di Don Matteo, nei panni della contadina, di Clelia Piscitello, Eleonora Tiberia, Valeria Panepinto. Saranno proprio le donne che non condanneranno la lupa ma che nello stesso tempo non l’assolveranno . L’unico consiglio è quello di allontanarsi dal paese per non turbare più Nanni e soprattutto la tranquillità della figlia. Rispettata, infatti, in quest’unica soluzione e astensione di giudizi la politica verghiana, quella che fa prendere in mano il proprio destino, quella che fa spazio alla descrizione dei sentimenti così come appaiono nonostante i pregiudizi , le piccole regole sociali e i sacrifici. La regia di Guglielmo Ferro ha dato alla storia una sicilianità nuova in cui le donne mostrano la loro voglia di libertà. La campagna siciliana in questa piéce teatrale poteva anche non esserci come contorno ma ha segnato certamente quel salto temporale di circa 200 anni sottolineando una verità: l’amore o la sessualità non hanno età né tempo, sia in una metropoli dei nostri giorni che in una campagna di fine Ottocento. La solitudine delle donne è tale da indurre , allora come adesso , al grande sacrificio della propria vita. E condurrà Nanni, interpretato da Giuseppe Zeno, a sferrare un colpo finale sul suo corpo con lo stesso impeto con cui l’ha amata. Una lupa ancora violenta, aggressiva ma soprattutto fragile e vittima dei suoi stessi sentimenti e soprattutto della sua grande passionalità. La Sastri ha già portato in scena “La Lupa” nei teatri di mezza Italia riscuotendo un successo straordinario e ritornerà domenica prossima per ripetere lo spettacolo agli abbonati della stagione “Teatro in primo piano”
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