LA FEDE DEI PORTATORI E IL VOTO DEI FEDELI

Ventiquattro colpi a cannone annunciano la “Scinnuta” di San Bartolo, patrono di Giarratana, tra i fedeli. Il simulacro che dalla cappella con un sistema a discesa manovrato da attenti portatori viene accolto da 100 braccia che lo innalzano attraverso la navata della splendida chiesa restaurata qualche anno fa, prima di adagiarlo sul carro che lo porterà nella sua giornata di festa attraverso le strade del paese.

Se la festa che si celebra il 24 agosto è un misto di fede e folklore, la “Scinnuta” è LA FEDE. Fede il silenzio dei fedeli durante il rito. Fede le urla dei portatori mentre alzano la “vara” del Santo. Fede la commozione di chi emigrato per lavoro aspetta di rientrare proprio durante la settimana dei festeggiamenti del Patrono della cittadina,

“ Una tradizione che si rinnova. Che coinvolge le famiglie già all’indomani della festa della Madonna delle Nevi, patrona di Giarratana, che si festeggia il 6 agosto” . Per Carmelo Ferraro che è stato per anni componente della commissione per i festeggiamenti al Santo, questa festa non è solo emozione e fede, è un pensiero alla memoria di chi non c‘è più. Un momento d’unione e di intenti anche con i figli che condividono la stessa passione. Per Francesca la “Scinnuta” è l’inizio della festa. Il primo momento d’incontro tra il Santo e la sua gente.

Evidente anche l’emozione di don Gino Ravalli, parroco del paese, alla sua prima Scinnuta, che ha voluto aggiungere alla tradizione, un momento in più di preghiera. Gli altri anni sono state le voci dei portatori e dei manovratori a risuonare nella navata. Oggi i fedeli hanno accompagnato la cerimonia con una lettura sacra e con le litanie per imprimere ancora più spiritualità alla festa.

In questa festa è importantissimo il rientro di chi è fuori per lavoro. Il sindaco Pino Lia, sottolinea, come questa festa non è solo tradizione e fede. Giarratana ha ancora tanti emigranti che tornano a casa solo per questa festa che sancisce la fine dell’estate giarratanese..

 

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