LA CADUTA DEGLI DEI

Da oggi una nuova rubrica su ragusaoggi.it: Radio Cortolillo, curata da Albus, che si occuperà prevalentemente di fatti che accadono fuori dal nostro territorio. Senza una minima dose di modestia, per alcuni principi, a cui si vuole ispirare, ripresi dalla mitica Radio Londra, mutua il nome in Radio Cortolillo (dalla zona di Ragusa dove vengono scritti gli articoli), e l’autore prende a prestito il famoso pseudonimo di Candidus e lo riduce a un meno pretenzioso Albus.

Radio Londra Radio Londra era l’insieme dei programmi radiofonici trasmessi, a partire dal 27 settembre 1938, dalla radio inglese BBC e indirizzati alle popolazioni europee continentali. La BBC trasmetteva anche programmi in italiano, soprattutto durante gli eventi bellici, e il suo ruolo fu cruciale nello spedire messaggi speciali, redatti dagli Alti comandi alleati e destinati alle unità della resistenza italiana.

La valenza delle trasmissioni derivava dal fatto che le stesse erano affidate allo stile giornalistico indipendente di cui andava fiera la BBC,  secondo il quale le notizie venivano separate dai commenti.

 La redazione di Radio Londra diventò famosa per la sua tempestività nel trasmettere informazioni nel mondo, con il suo tipico stile inglese, diretto e pragmatico. Nel Servizio Italiano si impone la carismatica figura del Colonnello Harold Stevens – il famoso “Colonnello Buonasera” – ufficiale militare britannico vissuto a Roma, che, grazie ai suoi commenti pacati e ragionevoli, ben diversi dalle prosopopee fasciste, trasmetteva un senso di serenità e speranza nel futuro.

 Altra figura carismatica si rivelò Candidus (pseudonimo di John Marus), che, con la sua dialettica spietata, smascherava ogni tentativo della propaganda nazi-fascista di raggirare la realtà e la gravità della situazione.

Naturalmente non si arriverà a tanto, ma l’importante è partecipare. 

Qui da noi siamo indaffarati con le solite beghe di partito, per chi deve comandare, per chi deve fare il Sindaco, con gente che si allena da mesi per mostrare i muscoli, chiedo scusa, i voti, qualcuno si accalora per la candidatura, vera o presunta tale, del Senatore Mauro, qualcun altro non sopporta il sostegno a Monti, lontano si ode il canto dei grilli.

Tutte queste cose fanno dimenticare cosa accade oltre i Monti Iblei. E ne accadono di cose !

Il giornalista economico Oscar Giannino, fondatore del Movimento Politico ‘Fare per Fermare il Declino’, è stato accusato di aver millantato il possesso di un titolo accademico, ottenuto addirittura presso una delle più prestigiose università economiche americane,   un master che il giornalista avrebbe conseguito alla Chicago Booth School of business, secondo un curriculum vitae inserito nel sito dell’istituto Bruno Leoni.

L’accusato non ha respinto l’addebito, ha solo parlato di leggerezza e di buonafede, ma per il fondatore di un movimento che faceva della trasparenza, della legalità e della correttezza le sue bandiere il troppo è troppo. Addirittura, durante un incontro tenutosi domenica pomeriggio a Ragusa, uno dei candidati, esponente del movimento, che lavora a Bruxelles come avvocato esperto di questioni comunitarie, esortava a votare il Movimento per sdoganare la Sicilia dalle solite stereotipate immagini di illegalità e malaffare. Tralasciando il fatto che un altro esponente, che ha intrattenuto i 40 (quaranta ) presenti all’incontro, ha speso buona parte del suo intervento per denunciare le pecche degli altri partiti in tema di credibilità e trasparenza.

A svelare il falso, dichiarato da Giannino in televisione e inserito, come accennato, in una nota biografica, è stato uno dei cofondatori del movimento, docente, appunto della prestigiosa università americana che, su due piedi, ha rassegnato le dimissioni dallo stesso, determinandone una crisi che potrebbe risultare senza ritorno. Il deficit di credibilità che ne deriva e che potrà minimizzare i risultati di consensi fin qui ottenuti, avrà, sicuramente riflessi sul voto in Lombardia, dove la contesa fra centro destra e centro sinistra si gioca sul filo del punto percentuale, per cui la performance di ‘FARE’  poteva risultare determinante.

Ora c’è il teatrino delle dimissioni, del movimento che pensa di respingerle per cercare di salvare il salvabile, delle battute di Berlusconi e delle insinuazioni sollevate, in serata, dal ‘Giornale’ sull’effettivo possesso delle Lauree che risulterebbero dai curricula inseriti in rete.

Si ricorda ai lettori che il protagonista di questa storia non è siciliano.

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A proposito di Sicilia, l’ex Ministro dell’Agricoltura Zaia, esponente di spicco della Lega, attualmente Governatore della regione Veneto, nel corso dei lavori per il Patto della macroregione del Nord, ha detto: “ Basta con il Sud, non lavorano, non producono, sperperano denaro”. A prima botta si va a pensare che parlasse dei figli di qualche famiglia aristocratica siciliana, poi invece si è avuta conferma che parlava del Sud in generale, dei suoi abitanti. Ha colpito il riferimento al costo dei pasti in ospedale, che, secondo l’ex ministro, va dai 6,5 euro del nord ai 60/70 euro degli ospedali del sud (vedi italiainformazioni.com per credere alla somma specificata dal governatore).

Domani andrò all’ASP per esigere il dovuto: durante il mio ultimo ricovero, ineccepibile per cure mediche e servizi, mi è mancato qualcosa nei pasti, di certo inferiori ai 60 euro citati. E poi noi sapevamo che quelli che costavano assai erano i pannoloni. Vacci a capire.

Però, pensandoci, perché Zaia non va a interessarsi dei fatti che hanno riguardato, riguardano e, forse, riguarderanno ancora la Lega ? Fino a stamane sono state perquisite abitazioni di esponenti della Padania libera in qualche angolo del Settentrione e, pare, non per cercare figurine della raccolta calciatori Panini.

Chieda a Bossi se conosce giovani padani che non lavorano, non producono e sperperano denaro. Se resta con qualche dubbio per gli ospedali, vada a verificare in Lombardia dove ce ne sono tanti come il San Raffaele dove i pasti costavano qualcosa in più (per esempio quelli per il ‘Celeste’ ai Caraibi).

Si ricorda ai lettori che il protagonista di questa storia non è siciliano.

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Forse venderanno La 7 a Urbano Cairo, imprenditore del settore editoriale e pubblicitario. Subito polemiche perché pare che il Cairo sia amico di Berlusconi e allora non ci sarà un’altra emittente ma la quarta del Cavaliere. Si lamentano perché non è stata accolta la disponibilità del fabbricante di scarpe, Della Valle, che, però aveva avuto mesi per presentare una offerta.

Parli invece con Berlusconi e ti dice che è tutta una strategia per far entrare Della Valle dopo e tenere La 7 nell’orbita della sinistra

Una cosa che può andare liscia in Italia non c’è, con i pochi soldi che ci sono in circolazione va a finire che la paghiamo noi.

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Dalla Findus alla Nestlè: anche la multinazionale svizzera è coinvolta nello scandalo della frode comunitaria a base di carne di cavallo spacciata per carne di manzo. Sono stati ritirati dal mercato i Ravioli di brasato e i tortellini di carne Buitoni.

L’occasione per un saggio di comunicazione: Nestlé ha annunciato il ritiro immediato dalla vendita in Italia e in Spagna dei due piatti pronti. “I nostri test – si legge in un comunicato – hanno riscontrato tracce di dna equino nei due prodotti a base di manzo forniti da h.J. Schypke”, una ditta tedesca che opera in subappalto per uno dei fornitori del colosso alimentare, Jbs Toledo. I livelli riscontrati – prosegue la nota – “sono superiori alla soglia dell’1 per cento che l’agenzia per la sicurezza alimentare del regno unito è solita indicare come probabile contaminazione o grave negligenza e di conseguenza abbiamo informato le autorità”. Per Nestlé “non esiste alcun problema di sicurezza alimentare”, ma – spiega il comunicato – “l’errata etichettatura dei prodotti comporta il mancato rispetto degli standard molto elevati che i consumatori si aspettano da noi. Per questo ritiriamo volontariamente e immediatamente dalla vendita in Italia e in Spagna due prodotti a base di pasta congelata, i ravioli al brasato e i tortellini alla carne Buitoni, che sostituiremo con prodotti che i test del dna confermeranno composti al 100% da carne di manzo”.

Il sapore del cavallo svanisce fra sicurezza alimentare, colossi alimentari, etichettatura, standard elevati : ma perché tutto questo chiasso per una occasione che potremmo sfruttare turisticamente.

Fateli venire a Catania, portateli in via Plebiscito e fategli gustare il panino con la carne di cavallo: ritireranno i prodotti con la carne di manzo.

E per oggi chiudiamo in Sicilia,, dove dobbiamo dolorosamente assistere alla mancanza di sensibilità dei Siciliani, e degli agrigentini in particolare, di fronte al verbo delle Istituzioni nazionali.

Al teatro Astor della città dei Templi è ospite, sia pure in vista di leader politico di un partito, il Presidente della Camera dei Deputati, l’onorevole Gianfranco Fini, accompagnato dal suo referente siciliano onorevole Granata, per un comizio di Futuro e Libertà. Solo cinquanta persone in platea, dicono i maligni ma parlano le foto, compresa la scorta del Presidente. Troppo pochi, anche considerando che, per far posto in lista all’onorevole Granata, Fini ha messo da parte un notabile locale del partito, l’onorevole Gentile, ex assessore regionale ai lavori pubblici, che, forse giustamente, ritenendosi poco considerato, ha sbattuto la porta e ha fondato un nuovo Movimento.

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