INCENDIO ALLA SCUOLA MEDIA QUASIMODO: INDIVIDUATI I RESPONSABILI - Ragusa Oggi

INCENDIO ALLA SCUOLA MEDIA QUASIMODO: INDIVIDUATI I RESPONSABILI


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INCENDIO ALLA SCUOLA MEDIA QUASIMODO: INDIVIDUATI I RESPONSABILI
Cronaca
6 maggio 2011 16:40

Si chiude il cerchio sulla delicata vicenda che ha posto in primo piano il 19 febbraio scorso, la scuola media Quasimodo di Ragusa, destinataria di un incendio doloso, i cui danni ammontano a centomila euro.

Un lungo e complesso lavoro di indagine da parte della Digos, fatto di ripetuti interrogatori, che ha portato all’identificazione dei due esecutori materiali del gesto: un quindicenne, ex alunno della scuola e di un tredicenne, attualmente studente dell’istituto.

Misura di custodia cautelare in comunità per il primo, emessa dal tribunale per i minori di Catania e convalidata dal gip Rosalia Castrogiovanni del tribunale della città etnea, mentre si procederà diversamente per il secondo, per motivi d’età.

Forse un atto di bullismo portato alle estreme conseguenze, o un profondo disagio comportale e sociale, tra le cause dell’atto criminoso. Ma poco importa. Il dato è che Ragusa si riconferma anche una città dove ci si deve interrogare maggiormente sul perché accadono fatti, dove ad essere protagonisti sono due giovanissimi.

– Questa è una conferenza stampa “sui generis”- afferma il questore Filippo Barboso- poiché ci rattrista pensare che i responsabili sono dei minorenni. Non è mai bello procedere contro minori, perché significa che chi era preposto alla loro formazione, ha fallito. Sono conclusioni amare. Si tratta di due minorenni difficili, che al di là di questo gesto, devono essere recuperati-. 

Massima attenzione al caso e grande impulso all’indagine è stata data dalla Procura di Ragusa,

Come confermato dalla dirigente della Digos, Mariaeliana Tumino.

 – Siamo partiti dall’azione delittuosa e dalla conoscenza del luogo, abbiamo scandagliato tanti alunni con una serie di interrogatori- aggiunge la dottoressa Tumino- vedere la scuola così offesa e deturpata, è stato veramente pesante. Non potevamo immaginare all’inizio che si trattasse di minorenni. Mi preoccupava molto la reazione della famiglia, alla quale abbiamo fatto capire che forse è necessario un momento di riflessione, alla luce di quanto accaduto. C’è stata e continua ad esserci l’interesse di tutti per un fenomeno che dobbiamo cercare di contenere quanto più è possibile-.

 

 


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