INAUGURATA LA MOSTRA DI FRANCO CILIA

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Inaugurata sabato sera la mostra personale di Pittura di Franco Cilia. Un nutritissimo  pubblico di persone del mondo della cultura ha fatto da cornice alla manifestazione tenuita a battesimo dal segretario generale della Camera di Commercio dott. Carmelo Arezzo che ha sotituito il presidente Giannone impegnato in altre mainifestazioni.

Una serie di lavori quelli presentati alla Camcom di grande pregio che hanno messo in luce la maturita artistica del maestro Cilia e che sono egregiamente sottolineati nella lettera del Prof. Francesco Solitario che qui di seguito riportiamo

Carissimo,

        sono più giorni che cerco di parlarti, ma invano, come anche stasera poco prima delle 22. Probabilmente sei impegnato nell’allestimento, ma non voglio mancare di farti giungere un caloroso in bocca al lupo per la tua nuova Mostra che sarà sicuramente un successo, visto le immagini, il progetto e il titolo!!!

Una sola breve e veloce notazione dal tuo amico-ammiratore lontano vedendo le tue immagini del mare blu, ad essere partecipe del tuo evento di oggi:

 

«Il simbolo dello Spirito è l’aria, e il suo colore simbolico è l’azzurro o il blu celeste! Nella teologia cristiana lo Spirito Santo procede dal Padre e dal Figlio: Dio è amore, Cristo è verità; il simbolo di Dio come amore è il rosso, mentre il simbolo del Cristo come verità è l’azzurro; lo Spirito Santo, che procede dai due, è simboleggiato dal rosso e dal blu!!!

Mi hai inviato solo due immagini, ma so che sicuramente avrai usato anche il rosso, lo so, l’ho visto in altri tuoi dipinti, che tu tanto ami, mentre il nero e il bianco lo vedo già nelle immagini che mi hai inviato. Ebbene la simbolica dei colori distingue tre colori blu: uno che emana da rosso, uno dal bianco, e il terzo che si sposa col nero, talora distinti con sfumature diverse, talora con legami a confondersi.

Il blu che viene dal rosso rappresenta il fuoco sottile: è Amore celeste di Verità.

Il blu che viene dal bianco è simbolo di Verità di fede.

Il blu che viene dal nero, o è unito a lui, rispecchia la Cosmogonia: lo spirito di Dio aleggia sul Caos.

Blu e nero è lotta della vita e della morte sia sul piano spirituale, etereo, sia su quello materiale, che si esprime nel tempo condizionato.

La statua e il tempio di Mercurio erano di pietra blu.

La statua di Saturno era di pietra nera, e quando il re entrava nel suo tempio, il seguito regale aveva vesti di blu e di nero.

Anche Krisna quando è incarnazione di verità divina, è azzurro; ma quando si piega alla condizione materiale-umana  il suo simbolo coloristico è il blu scuro e il nero. Quel blu-nero che i Greci chiamavano ciano!

Per i cinesi il blu è il simbolo delle anime dopo la morte. Secondo un manoscritto cristiano del X secolo Gesù nella tomba è avvolto da bende blu, e anche il suo viso è blu.

E su questi colori, o sotto questi colori, il mare, la voce del mare: che si protende e si espande all’infinito, oltre lo sguardo, che lancia il pensiero nell’incommensurabile; azzurro che muta i colori secondo i riflessi del sole o della luna, e secondo le ore del giorno o della notte. Mare che richiama immensità e infinito. Mare come stabilità e mutamento eterno, vita e morte, potenza e vigore di vita, movimento tumultuoso come passione irrefrenabile. Potente e misterioso, come le donne che tu, amico mio, dipingi, soprattutto quando le dipingi di spalle, e sembrano irraggiungibili nel mistero della loro femminilità! Femmina come il Mare, entrambi creatori e portatori di vita. Per i Babilonesi e gli Egiziani il mondo fu creato dall’acqua, e tutto va e viene dal mare, senza tregua, senza pause, la sua cifra è il Sempre, all’Infinito.

Il mare è il tuo mondo, Franco, è lo specchio della tua anima inquieta, e la voce del mare è la tua voce!

Bene affermò Gregorio Nazianzeno quando scrisse: “Il mare è l’emblema della nostra vita e del nostro destino, poiché anche in esso c’è molto di amaro e d’instabile”.

Amico mio, aggiungi un “di Cilia” alle parole di Nazianzeno e leggerai il mare che tu metti in Mostra e il tuo stesso autoritratto: “Il mare di Cilia è l’emblema della nostra vita e del nostro destino, poiché anche in esso c’è molto di amaro e d’instabile”».

 

E dunque ritienimi presente lì, fra diciotto ore, all’inaugurazione della tua splendida Mostra, con affetto e ammirazione.

 

                                                       Un fraterno abbraccio .

                                                                                      Francesco

 

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