IMU AGRICOLA, : “LA SITUAZIONE E’ DIVENTATA INSOSTENIBILE PER GLI OPERATORI”

Una tassa iniqua. Senza senso. Che rischia di dare il colpo di grazia anche a un tessuto economico come quello della città di Vittoria che si basa essenzialmente sull’economia agricola. Così i consiglieri comunali Santo Cirica, Daniele Barrano e Franco Caruso a proposito dell’Imu agricola contro la quale, in queste ore, sta proseguendo la protesta da parte delle associazioni di categoria. Una protesta necessaria per mettere in rilievo come questa imposta sia insostenibile per l’agricoltura siciliana. “Appoggiamo in maniera assoluta – dicono i tre consiglieri – le lamentele di chi sta manifestando e soprattutto critichiamo con forza i deputati nazionali siciliani che hanno votato sì a questo prelievo forzato, dimenticando la gravità della situazione che imperversa nella nostra isola. A Vittoria, il pagamento dell’Imu da parte degli imprenditori agricoli, già vessati da una serie di imposte e preoccupati per il rendimento altalenante della campagna agraria, rischia di creare situazioni di tensione sociale quali non si vedevano da tempo. Siamo preoccupati per quello che potrà accadere. Ed ecco perché siamo pronti a coinvolgere le istituzioni per sensibilizzarle ulteriormente sulla delicatezza della questione”. Le proteste di questi giorni hanno un duplice obiettivo: da un lato, attrarre l’attenzione sulle gravi conseguenze, per i bilanci aziendali, dell’imposta varata lo scorso gennaio dal Governo Renzi; dall’altro, sottolineare il ruolo, non solo economico, che l’agricoltura e l’agroalimentare della Sicilia svolgono nel contesto sociale ed occupazionale regionale e nazionale. “Così facendo – aggiungono ancora i consiglieri Cirica, Barrano e Caruso – il tessuto produttivo dell’area ipparina rischia di essere spazzato via da miopi politiche fiscali ed inarrestabili aumenti dei costi di produzione, difficoltà di accesso al credito ed inasprimento dei carichi burocratici, concorrenza sleale e mancanza di controlli sull’applicazione degli accordi comunitari ed extracomunitari. E’ un peso insostenibile. Bisogna fare qualcosa per trovare una soluzione all’altezza della situazione”.

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