Il “panino vegano” ospite non gradito alla sagra della salsiccia di Chiaramonte

Carnevale è alle porte e a Chiaramonte Gulfi non mancano  le polemiche, anche se ancora la festa deve iniziare. In prima linea le  opposizioni che hanno già espresso parere negativo sulla formula voluta dall’amministrazione Cutello in quanto, a loro dire, il carnevale di Chiaramonte è andato perso e quindi ridotto “a una sagra di paese”. La polemica adesso  è scoppiata sul menù della sagra della salsiccia, giunta alla 40esima edizione. La novità di quest’anno è l’arrivo di altre proposte gastronomiche, oltre al tradizionale panino. Al classico  “caddozzo”, viene offerto quest’anno anche il panino cipollata con pancetta, lo spiedino siciliano, il panino senza glutine e il panino vegetariano con burger di soia o panelle condite. Infine, se qualcuno non gradisce il panino, sono a disposizione i maccheroni con sugo di maiale. Il ticket prevede anche il classico bicchiere di vino e chi vuole, a parte, può prendere patatine fritte o panelle condite.

SUL PANINO VEGETARIANO SCOPPIA LA POLEMICA

La voce “panino vegetariano” ha fatto storcere il naso a qualcuno. Fermo restando che il burger di soia potrebbe essere vegano, anche se questo non è specificato nelle indicazioni (quindi senza la presenza di nessun derivato animale, come uova o formaggio), le panelle sono chiaramente vegane, dato che l’unica cosa che si utilizza è la farina di ceci e il condimento prevede solo sale e succo di limone. A qualcuno, però, non è piaciuta l’idea. C’è chi suggerisce ai vegani di andare ad una non meglio precisata “sagra del fungo” piuttosto che venire a Chiaramonte, c’è chi non concepisce l’idea che la tradizione venga in qualche modo a patti con le esigenze di oggi. A parere di molti, sarebbe un delitto aggiungere un panino vegano o vegetariano che sia, in una sagra dedicata al maiale. Se da una parte quindi c’è l’amministrazione che cerca in tutti i modi di dare spazio anche a coloro che per scelta etica o salutistica decidono di non mangiare carne, dall’altra ci sono coloro che in nome della tradizione non condividono tale scelta. Ed anche in questo caso la polemica è servita.

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