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Il matrimonio dei TheFerragnez e i rosiconi da tastiera. Ecco il parere del wedding designer Luca Melilli e dell’esperto di comunicazione Piero Torchi


Mamma mia quanti commenti negativi, sui social, contro il matrimonio di Fedez e di Chiara Ferragni. I TheFerragnez, come vi abbiamo spiegato in vari articoli, tra l’altro che hanno ottenuto numerose letture (a testimonianza comunque di un interesse molto alto) è stato un vero e proprio evento mediatico che ha portato un’enorme pubblicità al Comune di Noto. Si stima addirittura che vi sarà un incremento turistico e complessivamente durante l’anno ci sarà un aumento di risorse sul territorio pari a 2 milioni di euro. In tanti hanno detto che piuttosto che spendere tutti questi soldi per il loro matrimonio, i TheFerragnez avrebbero potuto fare beneficenza. A parte il fatto che l’hanno anche fatta, ma va ricordato che ognuno, con i proprio soldi, fa quello che vuole. E visto che se lo possono permettere, non hanno badato a spese per quello che anche per loro resta il giorno più bello della loro vita. Noi abbiamo visto due ragazzi ricchi ma soprattutto due ragazzi davvero innamorati e desiderosi di diventare una famiglia. E questo, a nostro avviso, è l’aspetto che più conta. In questo articolo raccogliamo le opinioni di Piero Torchi, giornalista ed esperto di comunicazione e di Luca Melilli, wedding designer di Pantarei.

Sui social Torchi si è rivolto “ai tanti che in queste ore hanno sparso commenti rancorosi, sarcastici o intrisi di sentimenti “radical chic” rispetto al matrimonio netino di Chiara #Ferragni e #Fedez.
Fatemi capire un paio di cose: due ragazzi che non hanno mai rubato nulla, non hanno mai attinto a contributi pubblici, che hanno portato solo beneficio economico al territorio, visibilmente innamorati, decidono di sposarsi e per questo li critichiamo?
Critichiamo la Ferragni perché, dopo aver quasi completato il corso di laurea in Bocconi (le mancavano solo 3 materie… mi sono documentato) è riuscita a costruire un impero imprenditoriale che fattura ogni anno decine di milioni? E torno a ribadire: senza mai rubare nulla, pesare sui cittadini o percepire contributi pubblici.
Critichiamo Fedez (che peraltro non mi sta simpatico..) perché milioni di persone in assoluta libertà scaricano le sue canzoni o comprano i suoi dischi? (anche in questo caso con tasse pagate in Italia e senza fumare nulla)
Critichiamo Noto perché li ha ospitati o Alitalia e tante altre marche note perche li hanno brandizzati facendogli guadagnare soldi? Tipico di chi non capisce nulla di marketing e di promozione territoriale. Il ritorno in termini di immagine per il territorio è straordinario, per non parlare di quello che attende gli sponsor. Non solo faccio i complimenti a Noto, ma istituirei un’agenzia territoriale che promuova la possibilità di ospitare matrimoni di persone famose.
Non esiste pubblicità sui media o altri canali( che peraltro i Comuni pagano…)che possa rivaleggiare con il ritorno (questo pressoché gratuito…) che il territorio riceve da questi eventi.
Vogliamo criticare chi a Noto ha chiuso per 1/2 giornata due strade ed una piazza? Facciamolo pure, ma accettiamo di essere presi per stupidi quando ci ricorderanno le migliaia di euro di cui ha beneficiato il sistema economico della città, ed il sistema commerciale di tutto il sudest.
Vogliamo criticare chi è andato fino a Noto per vedere gli sposi? Facciamolo pure, ma perché dobbiamo giudicare anche i sogni della gente? Che male c’è se ogni ragazza sogna un matrimonio del genere ed ogni ragazzo vorrebbe tenere per mano sull’altare la Ferragni?
Quelli con cui dovemmo incazzarci sono invece i nostri figli che aspettano seduti in casa o al bar che papà gli trovi un lavoro, o che oziano all’università per anni senza scopo, non chi ha creato un’impresa di portata mondiale puntando su se stessa, o chi ha lavorato sul suo talento musicale.
Forse sono proprio i figli di quelli che criticano con più rancore i novelli sposi e l’evento; perché è più comodo accettare la mediocrità, puntare il dito verso chi ce l’ha fatta senza scorciatoie o sotterfugi.
Ci fa sentire meglio, al sicuro, ci fa accettare con più serenità la mediocrità”.

E questa a seguire è l’opinione di Luca Melilli: “Ecco, il matrimonio dell’anno si è compiuto. Nel bene o nel male. Che noia quelli che polemizzano sul matrimonio #TheFerragnez, hanno i soldi e fanno bene a spenderli come vogliono. Io avrei preso pure 12 cammelli, 28 elefanti e 89 scimmie. Anche io vorrei avere un aereo tutto mio e un matrimonio spettacolare e una casa meravigliosa, un bambino bellissimo, il lavoro dei miei sogni, vestiti spettacolari, essere famoso e ricevere regali ogni giorno quindi, un minuto di silenzio per tutti quei rosiconi che stanno criticando il matrimonio di Chiara Ferragni e Fedezperché non hanno capito che: sono soldi loro e fanno quello che vogliono, fanno una pubblicità bellissima del nostro paese nel mondo, sono i nostri paladini.
Sinceramente penso che, nella vita ci siano due tipi di persone, chi ha ammesso di non stare più nella pelle per il matrimonio dei Ferragnez, e chi ha mentito. Le mascotte dei #TheFerragnez anche se saranno crepate di caldo sono comunque più fortunate di tutti noi che, invece, quando lavoriamo, crepiamo di caldo “aggratis”. Tutti in questi giorni abbiamo iniziato a seguire su Instagram tutte le amichette di Chiara per spiare ogni cosa e poi, ovviamente, da oggi toglieremo tutti i “segui” a quelle “signorinelle”. Ma non voglio polemizzare o addirittura dare voti al matrimonio dell’anno. Ne ho già piena la bacheca di Facebook da parte di colleghi o presunti tali che si “permettono” di dare voti come se fosse una gara. Ma chi vi ha investito giudici? Credete di essere davvero così preparati, esperienti e in gamba da potervi permettere tali comportamenti? E a proposito di colleghi, vorrei parlare di un aspetto fondamentale di queste meravigliose nozze: l’organizzazione, nella persona di Alessandra Grillo. Se volete il mio modesto parere, lei è la vera star di questo super mega mediatico matrimonio. Non sto qui a decantare le doti di questa donna in carriera che di certo sa come farsi strada, e ne ha fatta tanta. Partita dalla Puglia, scusate se sono di parte ma, spesso, il sud ha una marcia in più, è riuscita a scalare vette inarrivabili. Ma, quanti di voi conoscevano il suo nome prima di questo “royal wedding”? Per noi comuni mortali era una sconosciuta, per noi operatori del settore era una collega, per me personalmente un mostro sacro degli eventi! Sì, perché la nostra eroina Grillo ha curato un’infinità di eventi importanti e lo ha fatto sempre con grande professionalità, a partire dalla festa per i 30 anni della Ferragni. Ma sapete cosa ho apprezzato a dismisura? La sua umiltà, il suo essere davvero dietro le quinte. Anche lei è una “piccola star” dei social, su instagram conta “appena” 200 mila followers. Chi di noi la seguiva, viveva le sue giornate tramite le sue magnifiche stories e veniva a contatto con un mondo glam, fatto di lustrini, paillettes, viaggi e amici famosi. Ma che fine avrà fatto la vita social della talentuosa wedding planner? Non venite a dirmi che per contratto le è stato vietato l’utilizzo dei social perché non ci credo. Anche il più “piccolo” degli amici dei #Ferragnez era lì a fare stories. Sapete cosa è successo? Non ne avrà avuto il tempo, sarà stata così indaffarata che non avrà ricordato nemmeno di averlo, un profilo instagram. E se un matrimonio “normale” necessita di mesi e mesi di preparazione, un matrimonio del genere sarà stato “disumano” seguirlo e accertarsene la riuscita. Ma, soprattutto, la bella Alessandra non ha in alcun modo voluto oscurare la sposa. Non abbiamo visto finte pose di lei che sistema lo strascico alla sposa (le mie colleghe lo fanno tutte, così posso immortalare il momento e far intendere che il loro tocco sia magico), non abbiamo visto nessuna sua foto mentre finge di accendere le candele a tavola o sistemare la mise en place, non abbiamo visto nessuna foto mentre racconta la fatica di lavorare sotto il sole e coordinare i fornitori. Per queste “scenette” non ha avuto tempo. E’ stata una wedding planner “pura”, avrà scelto con minuziosià i propri fornitori e da quel momento si sarà affidata alla loro professionalità, perché aveva un sacco di altre cose da fare che fingere di essere una tuttologa del wedding. Non ha postato nessuna foto del “chi si loda s’imbroda” perché non ha bisogno di dire di essere la più brava, lo è già. E’ conscia delle proprie capacità, e del plauso generale non se ne fa proprio nulla. Ma soprattutto non ha mai menzionato la parola “progetto” perché del progetto, che sicuramente avranno partorito insieme, se n’è occupato il miglior wedding designer sulla piazza, forse mondiale, Vincenzo Dascanio. Non ha oscurato nessuno, sicura del proprio operato ha seguito la propria strada. E nemmeno stamattina nessuno di noi, ha certezza che sia viva o che stia bene. Ha splendidamente svolto il suo lavoro e ha lasciato che la vera protagonista fosse la sposa. Ecco, è così che dovrebbe essere “seguire” un matrimonio: come un regista, dietro le quinte senza farsi mai sopraffare dal desiderio di egocentrismo. E’ questo che dovreste tenere a mente, colleghi, perché solo Jennifer Lopez nel film “Prima o poi mi sposo” ha potuto prendere il posto di protagonista offuscando del tutto la sposa. Ricordate sempre che l’ego può essere un fantastico punto di forza purchè bilanciato da una vagonata di umiltà. E io, cari tutti, vi auguro la stessa identica umiltà di Alessandra Grillo perché, forse, di lei potrete avere solo quello.
Complimenti Signora Grillo, missione compiuta!”