Riparte un’opera attesa da anni nel territorio ibleo. L’ASP di Ragusa ha dato il via libera definitivo ai lavori per la realizzazione del Presidio Territoriale di Assistenza (PTA) di Pozzallo, con l’adozione della delibera n. 907 del 24 aprile. Un passaggio decisivo che consente di riavviare il cantiere dopo lo stop seguito alla risoluzione del […]
IL LAVORO QUESTIONE CENTRALE IN TUTTA L’EUROPA
08 Nov 2010 11:52
Il tema del lavoro ha assunto una nuova centralità. Anche a cavallo della crisi. Ma occorre superare la precarietà. Che non garantisce lo sviluppo”. Lo ha detto Michele Consiglio, vice presidente nazionale delle Acli, chiudendo, ieri pomeriggio, i lavori del quarto seminario di formazione per dirigenti tenutisi a Ragusa ed aventi per tema “La questione del lavoro: tra identità individuale e responsabilità sociale”. “Il tema del lavoro – ha spiegato Consiglio – non può più avere una dimensione nazionale o regionale. Ciò che accade a Pomigliano ha un’influenza sulla Polonia, ciò che accade a Mirafiori e a Torino ha un’influenza sulla Serbia, ciò che è accaduto in questa regione con Termini Imerese va collocato in ambiti con regole che non possono non avere una dimensione internazionale. Sono terminati i tempi su cui si può regolare tutto su un registro locale. Credo che la globalizzazione ci interroghi in questo senso sia per quanto concerne i posti di lavoro sia con riferimento alle tutele e ai diritti che, in questo clima, rischiano di venire meno”.
E’ stato il presidente provinciale delle Acli, Rosario Cavallo, a sottolineare che “questa associazione si è scommessa e si sta scommettendo su un tema fondamentale e sicuramente ostico: il lavoro. Stiamo mettendo in campo idee, proposte, risorse e desideriamo arrivare fino in fondo facendo sintesi delle espressioni, delle esperienze e delle grandi potenzialità di cui ha la fortuna di essere provvista in materia, confrontandosi quanto più possibile con gli addetti ai lavori delle sensibilità più diverse. L’obiettivo è una sintesi quanto più condivisa dal mondo aclista da proporre con forza al Paese”. Con riferimento a quanto sta accadendo anche in provincia di Ragusa, Cavallo ha aggiunto: “Ritengo che una delle parole chiave di questo tema sia “flessibilità”. Tanta, probabilmente troppa, ne è stata introdotta nei rapporti di lavoro e gli studi e le statistiche ci dicono che nonostante il forte contenimento del costo del lavoro e le concessioni ai datori di lavoro nelle assunzioni, pochissimi sono i vantaggi che il sistema produttivo ne ha ricavato”.
Ad introdurre il seminario, dopo il momento di preghiera tenuto da mons. Giovanni Battaglia, incaricato formazione spirituale delle Acli, è stata Antonella Occhipinti, responsabile provinciale Formazione Acli, che ha chiarito quale l’obiettivo che guida il percorso di formazione “che è quello di chiederci – ha sottolineato – come si possa riattivare un protagonismo delle persone in quanto individui e non soggetti economici”. Nella propria relazione, don Mario Cascone, docente di Teologia morale e bioetica, ha fatto riferimento all’etica del lavoro. “Il lavoro umano è – ha detto – secondo la “Laborem exercens” di Giovanni Paolo II, la questione centrale di tutta l’etica sociale. Attorno ad esso, infatti, ruotano i diversi temi della giustizia sociale: la promozione del bene comune, l’uguaglianza dei cittadini, il rispetto della dignità di ognuno, il diritto all’onesto sostentamento in un quadro di solidarietà e di sussidiarietà, un’economia che ponga al centro la dignità della persona”. Claudio Saita, direttore del Centro studi regionale Acli “Mons. Cataldo Naro”, ha chiesto che “le giovani generazioni siano seguite e accompagnate in un percorso di vita progettuale che consenta di superare un disagio crescente che porta a fenomenologie patologiche dentro e fuori della famiglia anche molto gravi, come le cronache di tutti i giorni ci testimoniano”.
Santino Scirè, presidente regionale delle Acli, ha snocciolato dei dati secondo cui “tra il 2008 e il 2009, in Sicilia, 40 mila persone hanno perso il posto di lavoro mentre, oggi, 23 persone su 100 operano in modo assolutamente non legale. Dati che ci devono far riflettere – ha proseguito – perché la Sicilia è ancora in crisi profonda. La crisi economica e sociale passa attraverso il rilancio di politiche attive del lavoro serie e credibili che possano consentire ai giovani una permanenza in questa terra”. Di nuove povertà e identità sociale ha invece parlato la psicologa Simona Licitra, responsabile provinciale organizzazione e sviluppo delle Acli, facendo riferimento, nella sua relazione, all’anno europeo della lotta alla povertà e all’esclusione sociale. “Solo allo sportello Enaip di Vittoria – ha detto – da giugno ad oggi ben cinquecento persone hanno tenuto un colloquio per la perdita dell’occupazione. Una condizione che può generare malattie psicosomatiche”. (c.m.)
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