IL GOVERNO INTERVENGA PER LA SALVAGUARDIA DELLA FORNACE PENNA DI SAMPIERI

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“La Fornace Penna di Sampieri rischia di cadere in frantumi, vittima del tempo, dell’incuria e soprattutto delle lungaggini burocratiche. Non possiamo accettare che uno dei migliori esempi dell’archeologia industriale produttiva della Sicilia,nota a livello internazionale anche per essere stata utilizzata come set cinematografico  vada per sempre distrutta”.  Lo dicono  i parlamentari Pd, Pippo Digiacomo, Bruno Marziano, Filippo Panarello e Giuseppe Arancio che sull’argomento hanno sottoscritto una mozione con l’intento di impegnare il Governo ad un tempestivo intervento.

La Fornace Penna è un monumento di archeologia industriale e si trova in contrada Pisciotto a Sampieri, frazione del comune di Scicli in provincia di Ragusa.

La Fornace era di tipo Hoffmann e si componeva di sedici camere disposte ad anello lunghe cinque metri e larghe tre e mezzo ciascuna. Il tiraggio forzato veniva esercitato da una ciminiera alta 41 metri e lo stabilimento era lungo 86 metri. Nella parte est (lunga 32 e larga 25 metri) era destinata al macchinario. La sala macchine ospitava due polverizzatori a martello; un’impastatrice ad eliche grandi, rifornita da elevatori a tazze, due laminatori con filiere per la produzione di gallette, laterizi forzati e tegole curve o coppi, una pressa a revolver per la produzione di tegole alla marsigliese, una pressa per la produzione di tegole di colmo. Esisteva pure un piccolo vano per la fabbricazione di stampi, tegole marsigliesi e rulli di scorrimento per i carrelli delle filiere. 

“L’Assessorato regionale ai Beni culturali – ricordano i deputati – aveva impegnato nel 2005 la somma di 500.000  euro, quale contributo a favore dei proprietari, per la messa in sicurezza e il riuso della Fornace Penna, ma la somma non è stata mai erogata per una singolare inerzia sia dei proprietari che del Comune di Scicli e della Soprintendenza di Ragusa. E’ necessario intervenire con rapidità – concludono –  reinserendo la somma già prevista all’interno dell’esercizio finanziario 2014 programmando ogni intervento utile a salvaguardare il rudere della Fornace da ulteriori crolli e vigilando affinché la destinazione d’uso del complesso archeologico sia destinato ad un’esclusiva fruizione pubblica” 

 

 

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