Il computer dell'assessore Ciccio Barone. Il Pd: "Ma non poteva comprarselo da solo?" - Ragusa Oggi

Il computer dell’assessore Ciccio Barone. Il Pd: “Ma non poteva comprarselo da solo?”


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Il computer dell’assessore Ciccio Barone. Il Pd: “Ma non poteva comprarselo da solo?”
Politica
27 luglio 2020 10:38

L’amministrazione comunale acquista un notebook per l’assessore Ciccio Barone. E il Pd si chiede: “Ma non poteva comprarselo da solo?”. E’ il capogruppo del PD in consiglio comunale, Mario Chiavola, a sollevare la questione e a parlare di “opportunità politica”: “Lungi da noi l’idea di voler fare un predicozzo, ma ci sono provvedimenti dell’amministrazione comunale che risultano fare a pugni con questo modo di pensare e, ancor più, con questa necessità”.

Affermazione fatta dopo avere preso atto della determinazione del settore Affari generali del 20 luglio scorso con cui è stato stabilito l’acquisto di un notebook ultraportatile per l’Amministrazione comunale. “Atto assolutamente legittimo, beninteso – affermano il Pd di Ragusa e Chiavola – ma ci sono parecchie questioni di opportunità che meritano di essere sollevate.

Il notebook viene acquistato, come precisa la stessa determinazione, in quanto “l’assessore Francesco Barone ha manifestato la necessità di potere disporre di un dispositivo di peso e ingombro ridotto, adatto alla massima portabilità, necessario per l’utilizzo che il dispositivo richiede”.

Per questo intervento, il Comune spenderà la somma di 935 euro. Certo, non sono cifre eccezionali ma proprio per tale ragione bisogna chiedersi che senso ha tutto questo in un momento eccezionale del genere. Quindi, l’assessore Barone chiede alla struttura burocratica del Comune di attivare un percorso che porti all’acquisto di un notebook, un pc portatile insomma, che rientrerà solo nella sua disponibilità.

Ci rendiamo conto che sono delle necessità oggettive e, lo ribadiamo, che non sono risorse di chissà quale portata. Ma, appunto per tale ragione, ci chiediamo: l’assessore Barone non avrebbe potuto spendere somme proprie, sgravando l’ente da tale impegno economico, per una necessità del genere?

Non sarebbe stato più opportuno adottare una simile linea dando, così, l’idea di una intransigenza che, su più fronti, eviti l’impressione che ci si approfitti del Comune per qualsiasi cosa? E non è forse più naturale, in una situazione del genere, in cui ancora oggi si erogano rimborsi spesa per le famiglie che hanno necessità a causa della pandemia, centellinare tutte le spese? Magari la nostra sarà una valutazione sbagliata ma questa determinazione del settore Affari generali fa davvero a pugni contro ogni principio di buon senso e contro la scelta di mantenere il più possibile dei profili bassi. Novecentotrenta euro per un notebook? Ma non c’era modo di aggirare questa situazione? Speriamo che anche il sindaco, su questa vicenda, abbia qualcosa da dire.

E, intanto, vorremmo comprendere che cosa gli elettori di Cassì pensano di un assessore che guadagna dalle casse comunali 2.900 euro lorde al mese e che non compie un piccolo sforzo per acquistarsi da solo un notebook”.


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