Al grido “Rubateci anche questo” flash mob per gli studenti del “Quintino Cataudella”

Appena poche ora fa sono scesi in strada per manifestare delusione, amarezza e voglia di vivere in una società lontana dal sopruso, dalla delinquenza, dal furto. Studenti turbati per lo scossone provocato, due settimane fa, dal furto di tre trattori dai magazzini della scuola ad indirizzo agrario dell’Istituto di Istruzione superiore “Quintino Cataudella” sita in contrada Bommacchiella alla lontana periferia della città di Scicli. Oggi sono scesi in strada con un flashmob organizzato in maniera attenta e svoltosi in maniera ordinata. Dal giorno della scoperta del furto ad oggi hanno frequentato le lezioni, hanno studiato, hanno fatto laboratori ma sempre con quel chiodo fisso di voler gridare ad alta voce che depredare una scuola delle attrezzature fondamentali all’insegnamento in un istituto ad indirizzo agrario è stato un vero sacrilegio.

I loro appelli sono stati raccolti dagli organi di informazione, dai siti on-line alle televisioni alla carta stampata. Delusione ed amarezza.

“Chiediamo che chi ha agito se ne penti – afferma il dirigente scolastico del “Quintino Cataudella”, Enzo Giannone – e faccia un passo indietro riportando nella nostra sede quanto ci hanno rubato. Per loro è merce preziosa? Sappino, coloro che ha agito, che per noi l’oggetto del furto, parlo dei tre trattori, è di grande importanza perchè  quei mezzi agricoli sono necessari per la formazione. Acquistati con i fondi europei avevano rappresentato un salto di qualità per l’attività scolastica del nostro Istituto. Ebbene, riportate tutto quanto in sede. Avete fatto un danno a dei ragazzi in età di apprendimento e ad una scuola che si è contraddistinta per aver formato la classe agricola di questa terra”.

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