Il codacons assegna il rospo d'oro a Musumeci: unica regione in Italia ad essere rimasta zona rossa - Ragusa Oggi

Il codacons assegna il rospo d’oro a Musumeci: unica regione in Italia ad essere rimasta zona rossa


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Il codacons assegna il rospo d’oro a Musumeci: unica regione in Italia ad essere rimasta zona rossa
Attualità
23 gennaio 2021 16:09

Il Codacons assegna il premio “Rospo d’oro” al Presidente della Regione Siciliana Nello Musumeci e all’intero governo regionale a seguito del primato della Sicilia. Infatti, da domani la Lombardia diventerà arancione e invece la Sicilia, insieme alla sola provincia autonoma di Bolzano, rimarrà Zona Rossa. E’ il frutto, dice il Codacons, di scelte politiche sbagliate, di comportamenti irresponsabili di parte dei siciliani e di intervinti poco efficaci. D’altro canto, in Sicilia il valore medio dell’indice di contagio (Rt) da SarsCov-2 è salito a 1,27 e per questo motivo – dice il CODACONS – rimaniamo in rosso, visto che peggio di noi fa solo il Molise, che è a quota 1,38.

E’ evidente, continua il Codacons, che la tanto sbandierata “zona rossa rafforzata” del governatore Musumeci non produce alcun effetto. E questo perché, sebbene l’ordinanza della regione siciliana abbia inserito delle misure più restrittive di quelle previste dal DPCM nazionale, si tratta pur sempre di misure poco coraggiose.

In Sicilia, dice il Codacons, non è consentito fare visita ad amici e parenti e sul fronte scolastico sono tornati in classe solo i ragazzi delle elementari e sino alla prima media, mentre per tutte le altre scuole viene mantenuta la didattica a distanza. Ed è vero – dice il Codacons – che in questo modo si è rafforzato in Sicilia quanto stabilito dal DPCM, ma perché questa apertura parziale? Non sarebbe stato meglio disporre la dad per tutti?

In diverse occasioni, continua il Codacons, abbiamo chiesto di chiudere le scuole di ogni ordine e grado e di minimizzare le attività degli uffici pubblici nell’isola, chiudendo tutte le attività commerciali per almeno tre settimane, tranne quelle dei beni e servizi essenziali. Solo in questo modo, in base a quanto riportato dai maggiori esperti, si può ottenere la decrescita dei contagi. In tal senso si è espresso anche il dott. Cartabellotta, presidente della fondazione GIMBE, che segue l’evoluzione della pandemia, e secondo cui la letteratura internazionale ritiene preferibile un lockdown totale di 3-4 settimane, in modo da resettare il sistema e ripartire con il tracciamento. Inoltre, aggiunge il Codacons, non si comprende che senso abbia ad oggi lasciare aperte quasi tutte le attività, salvo palestre, ristoranti e negozi di abbigliamento, che così risultano essere gli uniche imprese svantaggiate, prive persino di ristori adeguati.


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