Il caso: abbattuto albero per far spazio ad una statua del Cristo? Un’offesa alla memoria dell’ingegnere Morandi. FOTO


Riceviamo e pubblichiamo un intervento dell’architetto Salvo Giliberto che interviene su villa Morandi, a Ragusa, nell’area denominata Villa Pax, dove sembra che un albero sia stato eliminato per far spazio ad una statua. Un albero che lo stesso ideatore della villa, l’ingegnere Riccardo Morandi (quello del ponte di Genova ma anche del ponte di Modica) pensò invece di salvare modificando perfino l’ingresso della villa spostando le scale di accesso al primo piano. Un rispetto per l’albero e dunque per la natura che sembra essere venuto meno. Questo l’intervento dell’architetto Giliberto su cui si attendono adesso delle risposte pubbliche.

In memoria di un rispetto mancato , ad un grande Ingegnere Italiano, che ha operato anche a Ragusa nel 1954 all’A.B.C.D. (Asfalti,Bitumi,Cementi,Derivati)

L’ing. Riccardo Morandi (Roma 1902/1989

Passando da Villa Pax ,mi sono reso conto che un altro attacco è stato inferto alla Villa progettata da Riccardo Morandi (l’unica – delle due presenti-salvatasi dalla distruzione negli anni ottanta ,con il mio piccolo contributo e di qualche altro membro ,che in quella commissione edilizia ci siamo battuti per evitarne l’abbattimento all’epoca dei fatti dell’ex latteria). 

Stavolta è  stato svellito , tranciandolo, l’albero (probabilmente una Catalpa Bignonoides) che per rispettarla all’epoca il grande progettista romano traslo’ –ruotando rispetto al prospetto della villa – la scala di accesso ai piani superiori ,anche perche’ la pianta serviva a creare zone d’ombra sulla scala. Gia’ allora (alla meta’ degli anni ’80) fu difficile far comprendere a molti componenti ,come non era pensabile distruggere villette e quindi Architetture progettate da uno ,se non il piu’ grande, ingegnere Italiano. 

Riccardo Morandi ed il suo studio, avevano realizzato  il progetto per le residenze degli Ingegneri che avrebbero diretto l’ABCD (Asfalti , Bitumi, Cementi e Derivati ) nel mentre gli furono affidati incarichi di progettazione per alcune costruzioni dello stabilimento che sfruttava il bitume di contrada Tabuna. 

Stabilimento che ha fatto lavorare una miriade di operai ragusani negli anni e che la roccia estratta a Tabuna (da sempre lavorata per estrarne il bitume) diventava il combustibile del motore che farà girare l’altoforno per la produzione di cemento che quale materia prima utilizzerà quel calcare – privato del bitume – e che fino a quel momento era stato buttato  perché “inerte” nella enorme discarica che – in quasi un secolo – aveva formato la montagna che lambisce l’Irminio in contrada Lusia. 

Dalle foto si evince come la sostituzione del grande albero abbia impoverito tutto il prospetto della villa e non si puo’ dire che sostituirlo con la statua del Redentore (peraltro di fattura industriale , come ne esistono tantissime) abbia potuto impreziosire il giardino,con tutto rispetto per quello che la medesima statua possa rappresentare.

A mio modesto parere, abbattere quell’albero, appare come un ulteriore sfregio alla memoria del progettista (fra le tante opere realizzate) del Cementificio a Colleferro (Roma) nel 1935,della  Centrale termoelettrica S.R.E. a San Paolo nel 1948 , l’Auditorium dell’Accademia Musicale di Santa Cecilia di  Via Flaminia a Roma ,del Cementificio a Scafa San Valentino di Pescara , del Ponte Amerigo Vespucci sul fiume Arno di Firenze , del  Cementificio Calci e Cementi a Savignano sul Panaro di Modena ,del Terminal dell’Aeroporto Internazionale Leonardo da Vinci di  Fiumicino a Roma. 

Una citta’ che non rispetta questo grande Ingegnere Italiano significa anche non ha rispetto per chi ha progettato e realizzato nel 1973/77 anche il Ponte Costanzo sull’Irminio a due passi da Ragusa per la Strada statale 115 Sud Occidentale Sicula ed il Santuario della Madonna delle Lacrime  di  Siracusa realizzato tra il 1984 ed il 1989.

Mi auguro che venga spostata la statua attuale di un paio di metri e venga reimpiantata una pianta a foglie   larghe la dove si apprezza ancora il vecchio ceppo dell’altra Catalpa, abbattuta. Appare contraddittorio  che la stessa citta’ possa intitolare una via pubblica  all’Ing.  Riccardo Morandi (nella zona industriale) e permettere di contro una manipolazione del contesto proprio di una progettazione architettonica , frutto dell’ingegno del piu’ grande Ingegnere italiano del ‘900 .  

architetto Salvo Giliberto

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