Il caro benzina fa impennare i prezzi, nonostante i consumi fermi

L’inflazione rialza la testa a febbraio e segna un incremento del +0,6% su base annua, che si traduce in una maggiore spesa pari a +184 euro all’anno per la famiglia “tipo”, +239 euro per un nucleo con due figli.

Lo afferma il Codacons, che denuncia però come la ripresa dei prezzi sia da attribuire unicamente al fenomeno del caro-benzina e all’andamento dei beni energetici, e non certo a una crescita dei consumi da parte delle famiglie, che risultano ancora in drastico calo

“La corsa dei listini dei carburanti alla pompa e delle quotazioni del petrolio ha influito negativamente sull’inflazione: non a caso i servizi relativi ai trasporti hanno subito un repentino aumento, con i prezzi che a febbraio crescono del +1% su base annua – afferma il prof. Francesco Tanasi docente dell’Università San Raffaele Roma e Segretario Nazionale Codacons – Una inflazione dunque “negativa” perché alterata dal caro-benzina che determina incrementi di spesa per le famiglie a fronte di consumi ancora fermi”.

“Da notare poi come l’inflazione viaggi a velocità diverse sul nostro territorio: il record spetta alla Basilicata, con i prezzi che a febbraio crescono del +1,2% determinando una maggiore spesa da +252 euro a famiglia su base annua, mentre i listini rimangono fermi in Molise e Valle d’Aosta” – conclude Tanasi.

© Riproduzione riservata

Invia le tue segnalazioni a info@ragusaoggi.it