I turisti americani conquistano Ragusa: Scicli regina degli stranieri, 487 mila presenze in sette mesi

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Il turismo ibleo cambia pelle e lo fa sotto gli occhi dei numeri. Per la prima volta gli Stati Uniti superano la Germania come principale mercato estero di Ragusa, mentre Scicli si conferma il territorio con la maggiore vocazione internazionale. Modica consolida un’offerta capace di intercettare mercati diversi e Santa Croce Camerina sorprende con la crescita della componente norvegese.

È la fotografia scattata dall’analisi del Forum Operatori Turistici, realizzata attraverso i dati del software PayTourist, relativa al periodo compreso tra il 1° gennaio e il 31 luglio 2026. Nei quattro comuni di Ragusa, Modica, Scicli e Santa Croce Camerina sono state registrate complessivamente 487.076 presenze.

Un dato che, secondo il presidente del Forum Operatori Turistici, Maurizio La Micela, restituisce finalmente una lettura puntuale dei flussi e delle caratteristiche del turismo nel territorio ibleo.

Ragusa cambia mercato: gli Stati Uniti sorpassano la Germania

Il dato forse più significativo riguarda Ragusa. Con l’8,01% delle presenze, gli Stati Uniti diventano per la prima volta il principale mercato estero della città, superando la storica leadership tedesca.

Ragusa è anche il comune che concentra il maggior numero complessivo di presenze nel periodo analizzato, con 315.527 arrivi turistici. Un volume che conferma il peso della città nel sistema turistico provinciale e, allo stesso tempo, evidenzia come la destinazione stia riuscendo a intercettare una domanda internazionale sempre più diversificata.

Il sorpasso degli Stati Uniti rappresenta un segnale interessante anche in prospettiva: il mercato americano guarda sempre più al Sud Italia e alle destinazioni culturali legate al patrimonio barocco, alle esperienze enogastronomiche e al turismo esperienziale.

Scicli è la regina dell’internazionalizzazione

Se Ragusa guida la classifica dei volumi, Scicli domina invece per incidenza della domanda straniera.

Il 49,37% delle presenze arriva dall’estero, una percentuale che rende la città uno dei poli maggiormente internazionalizzati dell’area iblea.

Tra i mercati principali spicca quello tedesco, che rappresenta il 15,48%, seguito da quello britannico con il 5,90%.

Ma Scicli non è soltanto una destinazione internazionale. Le 63.587 presenze registrate nei primi sette mesi dell’anno raccontano una città capace di combinare cultura, patrimonio barocco, mare e turismo lento.

Un’altra caratteristica emerge dai dati sulla composizione della domanda: il 66,7% delle presenze è riconducibile a famiglie. Un elemento che rafforza il profilo di Scicli come destinazione family friendly.

Modica punta sull’equilibrio dei mercati

Con 102.099 presenze, Modica conferma il proprio ruolo di protagonista del turismo ibleo.

La peculiarità della città non sta soltanto nei numeri, ma nella distribuzione dei mercati internazionali. Il portafoglio estero appare infatti particolarmente equilibrato e tra i Paesi di riferimento emerge la Polonia, con il 4,01% delle presenze.

Modica mostra inoltre una forte componente di turismo familiare: il 56,59% della domanda è rappresentato da famiglie.

Un dato che si intreccia con la capacità della città di mettere insieme patrimonio culturale, gastronomia, produzioni tipiche e territorio rurale.

Santa Croce Camerina e l’effetto sorpresa della Norvegia

Più contenuti i numeri assoluti di Santa Croce Camerina, che registra 5.863 presenze, ma anche qui non mancano indicazioni interessanti.

A sorprendere è soprattutto la Norvegia, che con il 3,96% si colloca al secondo posto tra i mercati stranieri della destinazione.

Il dato conferma il ruolo di Santa Croce Camerina come porta balneare del territorio ibleo e mostra come anche i comuni più piccoli possano intercettare specifici segmenti del mercato internazionale.

Quando il turista resta, il territorio guadagna

Uno degli aspetti più interessanti dell’analisi riguarda la durata dei soggiorni.

A luglio Scicli registra una permanenza mediana di 4,5 notti, ma alcune tipologie ricettive fanno registrare numeri ancora più significativi.

Negli agriturismi di Scicli la permanenza media arriva a 26 notti, mentre nei campeggi di Ragusa raggiunge 25,08 notti. A Santa Croce Camerina le locazioni brevi arrivano a 6,68 notti, mentre a Modica il turismo rurale registra una permanenza di 6,21 notti.

Numeri che raccontano un fenomeno preciso: quando il territorio riesce a offrire un’esperienza articolata e una ricettività adatta, il turista tende a fermarsi più a lungo.

Non soltanto una visita veloce, dunque, ma un soggiorno capace di generare maggiore valore economico per il territorio.

Non solo stranieri: il turismo di prossimità è una risorsa

La crescita dei mercati internazionali non deve però far perdere di vista un’altra componente fondamentale della domanda: quella proveniente dalla stessa Sicilia.

È questo uno dei messaggi lanciati dal Forum Operatori Turistici, che invita a considerare il turismo di prossimità come un pilastro della destagionalizzazione.

Un esempio significativo è arrivato dalla festa di San Giuseppe a Scicli, quando i dati hanno evidenziato una forte presenza di visitatori provenienti soprattutto da Catania e Palermo.

Il turismo regionale può quindi contribuire alla continuità della stagione, sostenendo imprese e occupazione anche nei periodi in cui la domanda internazionale rallenta.

La sfida: collegare costa, Barocco ed entroterra

Per trasformare i numeri in sviluppo strutturale, però, serve un salto di qualità. Il Forum individua nella connessione fisica e culturale tra costa e area barocca una delle principali sfide per il futuro.

Miglioramento della viabilità secondaria, trasporto pubblico più efficiente, piste ciclabili e percorsi naturalistici possono consentire di distribuire meglio i flussi e aumentare il valore generato da ogni presenza.

L’obiettivo è superare la frammentazione tra le diverse anime del territorio: il mare, le città barocche, le campagne, l’enogastronomia e i piccoli centri devono diventare parti di un’unica esperienza turistica.

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