I SALESIANI FESTEGGIANO I PRIMI 50 ANNI

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I festeggiamenti per i 50 anni di presenza salesiana a Ragusa sono iniziati domenica 29, quando nel pomeriggio si è svolta la concelebrazione eucaristica, presso la chiesa Maria Ausiliatrice, presieduta dal vescovo e concelebranti da tanti sacerdoti, alla presenza della comunità salesiana, delle istituzioni pubbliche e di tutti coloro che volevano partecipare a questa festa.“Ragusa ha bisogno dei Salesiani. Questa città ha bisogno di educatori preparati e disponibili. E in questo senso i Salesiani possono offrirci un aiuto significativo. – così è intervenuto il vescovo- Vogliamo che i nostri giovani abbiano a credere nella consapevolezza, nella libertà e nella responsabilità”. Al termine della messa la comunità si è spostata in teatro per un momento commemorativo.

“Cari amici la parola più doverosa in questa ricorrenza giubilare è grazie!. Grazie a Dio che, a nostra insaputa e talvolta anche contro il nostro volere, predispone e guida i piani della storia e grazie a questa comunità che  ha accolto, sostenuto, realizzato e oggi incarna il carisma di don Bosco. Don Bosco a Ragusa non sarebbe stato tale senza i ragusani. – con queste parole ha dato il benvenuto il direttore dell’Istituto, don Gianni Lo Grande- Intendo dire che le mille attività ed iniziative portate a termine, che hanno segnato vistosamente la storia educativa della Città non sarebbero andate in porto se non avessero trovato il terreno fertile di una comunità che, dopo forse una iniziale sorpresa, e per qualcuno oserei dire sgomento, di questi preti che andavano in giro con la fisarmonica, hanno colto in pieno l’ansia educativa e pastorale dello spirito di don Bosco, riconoscendo i segni dei tempi di cui parlava proprio in quello stesso anno il Concilio Vaticano II, segni dei tempi che in quegli anni coglieva la comunità ragusana.- ha aggiunto il sacerdote- Se la nostra società, secondo un’immagine tristemente ripetuta in questi giorni, sembra una barca che affonda, il credo nell’educazione, ci invita a sostenere il  contrario, che il miglioramento dell’umanità è possibile: l’educazione non può tutto ma può mettere le premesse perché ogni uomo trovi la strada della libertà e della convivenza da fratello con  gli altri uomini. E siamo quei per questo per riaffermare con forza che cambiare il mondo è possibile a partire dal quel metro quadrato di realtà che ci è stato donato e che questa comunità, come don Bosco, sogna ancora di poter far fiorire”.

L’intervento del direttore dell’Istituto è stato seguito dal saluto delle autorità per poi dar spazio al professore Giorgio Flaccavento che ha raccontato la storia di questi 50 anni dei salesiani. L’appuntamento si è rinnovato  martedì 31, giorno che ricorre la festa di don Bosco, alle ore 18:00 si è celebrata la santa messa presieduta dall’Ispettore dei Salesiani di Sicilia, don Mazzali. Evento importante sarà quello di giorno 3 marzo quando sarà a Ragusa don Pascual Chavez, successore di don Bosco, alla guida dei Salesiani di tutto il mondo. Ricordiamo che le celebrazioni proseguiranno per l’intero anno.

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