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I LAVORI, A PALAZZO DELL’AQUILA, PER L’ABBATTIMENTO DELLE BARRIERE ARCHITETTONICHE


“Vincere una battaglia, con la convinzione delle proprie idee, dopo un’attesa durata anni, ha sempre un sapore particolare. Ancora più dolce se questa battaglia è stata vinta per le categorie deboli, per quanti hanno, purtroppo, la necessità di levare alta la voce per farsi sentire”. Il consigliere comunale di “Ragusa Futuro”, Sonia Migliore, saluta con soddisfazione l’avvio dei lavori, a palazzo di Città, per l’abbattimento delle barriere architettoniche e percettive. “Sulla concretizzazione del progetto in questione – spiega – ci andiamo battendo da tempo, conquistando, passo dopo passo, l’opportunità di vederlo finalmente realizzato. Non era possibile che la sede comunale, la casa per antonomasia della nostra Ragusa, fosse quasi inibita ai non deambulanti e assolutamente inaccessibile ai non vedenti, a chi, cioè, per il limite imposto dai propri handicap, non aveva l’opportunità di poter fruire dei vari uffici del palazzo.

Oggi che finalmente questo ostacolo potrà essere superato, cantiamo finalmente vittoria”. Ma su un altro aspetto si concentra l’attenzione di Sonia Migliore. “Dopo le innovative applicazioni per i non vedenti in alcune aree della nostra città – continua l’esponente di “Ragusa Futuro” – percorsi tattili dell’ultima generazione (Loges, Braille, etc.) saranno installati in tutta l’area interna e di accesso del palazzo, proprio per garantire la migliore accessibilità ai non vedenti, sancendo così il principio della libera fruibilità degli spazi e acclamando quello più importante delle pari opportunità di tutti i cittadini, abili e diversamente abili. L’inizio dei lavori, previsto per oggi, abbatte il muro, molto difficile da combattere, delle barriere culturali aprendo un varco fondamentale su un concetto di base: dobbiamo educare all’autonomia e alla libertà di movimento, sin dall’età infantile, i piccoli cittadini che devono percepire il loro handicap nella dimensione di una città che considera la loro diversità accogliendoli in luoghi “diversamente” progettati, quindi “normali”.

Il concetto da conclamare è che tutto ciò che viene progettato e realizzato per i disabili va bene per i normodotati e non costa un centesimo di più. Abbiamo faticato tanto per cercare di modificare la prospettiva. Tanta acqua è passata sotto i ponti. Ma, adesso, possiamo dire che tutti gli sforzi compiuti non sono stati vani. Ed è giusto sottolineare il raggiungimento del traguardo. Evidentemente siamo solo all’inizio di una battaglia vinta con tenacia, impegno e convinzione: adesso che la strada è spianata, bisognerà attrezzarsi per adeguare gli spazi per i disabili e i non vedenti, in tutte le scuole, le principali vie del centro e gli altri uffici pubblici a partire da quelli comunali del ponte San Vito, che allo stato sono scandalosamente inaccessibili non solo ai disabili ma anche agli anziani o ad una mamma con un passeggino. Il mio impegno su questa materia è e rimarrà assolutamente alto ed irreversibile”.