GLI ACCORDI U.E.- MAROCCO PENALIZZANO LA SICILIA

Decidi tu come informarti su Google.
Aggiungi RagusaOggi alle tue Fonti preferite. Quando cercherai una notizia, ci troverai più facilmente.
AGGIUNGI

No all’immobilismo contro gli accordi Ue sul Marocco

“Mentre i Forconi protestano, e direi anche giustamente, l’Unione Europea si organizza, lontana dai territori, per dare un ulteriore mazzata alla nostra realtà provinciale e isola con l’accordo che riguarda i prodotti provenienti dal Marocco.

Liberalizzare queste produzioni, tra cui pomodori, agrumi e olive, ma anche i prodotti ittici, rischia di creare problemi economici incontenibili in momento di crisi già attuale e di piena emergenza. Dovremmo dunque abituarci a pensare che ad esempio il nostro olio, che è tra i più buoni al mondo, così come le nostre produzioni orticole, dovranno essere messe in competizione con quelli provenienti dal Marocco dove i costi di produzione sono bassissimi perché un giorno di lavoro costa 5 euro contro i 60 delle nostre aziende agricole.

Eppure basterebbe solo mettere in correlazione la quantità di lavoro e la cura con cui i nostri prodotti di grande qualità nascono, contro produzioni che arrivano dal Nord Africa senza una grossa sicurezza alimentare e con l’uso di pesanti fitofarmaci, a volte nocivi e vietati in Italia. Si vuol far passare tutto come una comune crescita e un’opportunità di nuova occupazione e lavoro. Ma nei fatti rischiamo di trovarci dinnanzi ad un vero e proprio momento di sottosviluppo.

Mi chiedo che fine abbiano fatto le associazioni di categoria ma soprattutto mi chiedo dove siano i nostri rappresentanti europei che, purtroppo ne sono certo, non faranno altro che la solita politica degli ultimi 20 anni, ovvero quella dei accusare gli altri e giocare allo scaricabarile, con l’unico scopo di celare il vuoto di rappresentanza e la mancanza di forza rispetto a scelte che non vanno assecondate per difendere la propria terra.

Oppure devo essere costretto ad immaginare che ci siano, come accaduto anche in passato, i grossi poteri economici che si siano sostituiti ala politica a discapito della nostra economia? A che serve l’azione di dialogo tra le istituzioni, a che servono le proteste se poi ad aver la meglio sono sempre le grandi multinazionali che guardano solo al profitto? E il Governo regionale dove sta? Credo non basti qualche semplice dichiarazione di Lombardo come quella a cui abbiamo assistito in questi giorni, ma invece servono azioni concrete e decise.

La Sicilia non solo non spende i soldi della Comunità Europea che servirebbero a fare vero sviluppo pur non dando vantaggio a nessuno, ma nel contempo assiste a questa ingiusta mortificazione senza muovere un dito. Magari ci diranno da Palermo che, anche questa volta, la colpa non è la loro, è di Monti o di Barroso, senza assumersi le proprie responsabilità. Una classe politica che ci governa, che è decisamente sui generis e che alle prossime elezioni farebbe bene a starsene a casa perché i cittadini non dimenticheranno certo l’assoluto immobilismo rispetto alla necessità di difendere i diritti dei siciliani, i primi ad essere coinvolti negativamente da questo accordo sul Marocco”.

© Riproduzione riservata

Invia le tue segnalazioni a info@ragusaoggi.it