Giunte senza donne? Bufera sul ddl enti locali: Cgil, Cisl e Uil all’attacco

PALERMO – È scontro politico all’Ars sul disegno di legge sugli enti locali e, in particolare, sulla norma che prevede una presenza femminile minima del 40% nelle giunte comunali. A intervenire con toni durissimi sono Cgil, Cisl e Uil Sicilia, che parlano di uno stop “sconcertante” e chiedono di superare immediatamente l’impasse per arrivare all’approvazione del provvedimento.

Secondo le organizzazioni sindacali, la norma sulla rappresentanza di genere – inserita nel ddl in discussione a Sala d’Ercole – non può diventare terreno di scontro politico né essere sacrificata a logiche di maggioranza. “È inaccettabile – affermano in una nota congiunta – che una norma come quella sulla presenza delle donne nelle giunte comunali finisca nel tritacarne dell’Ars”.

La richiesta è chiara: approvare il disegno di legge sugli enti locali, che contiene la disposizione sulla rappresentanza di genere, senza ulteriori rinvii o ostacoli.

“Una norma di civiltà”

Il riferimento è alla normativa nazionale, in vigore da oltre dieci anni, che prevede una rappresentanza di genere di almeno il 40% negli organi esecutivi degli enti locali. Un principio che, secondo i sindacati, in Sicilia continua a incontrare difficoltà e rallentamenti.

“Dopo le tante battaglie delle donne siciliane, delle parlamentari, delle sindacaliste e della società civile – sottolineano Cgil, Cisl e Uil – non è accettabile che una norma di civiltà come quella sulla rappresentanza di genere registri continui inciampi”.

A firmare la nota sono Gabriella Messina ed Elvira Morana per la Cgil Sicilia, Chiara Barbera e Vera Carasi per la Cisl Sicilia, Luisella Lionti e Vilma Maria Costa per la Uil Sicilia.

“I giochi di partito non possono affossare tutto”

Le tre sigle sindacali puntano il dito contro le dinamiche politiche che starebbero rallentando l’iter del ddl. “I giochi di partito e di potere non possono affossare tutto – affermano – non si può passare sopra alle battaglie delle donne col rullo compressore”.

Parole che suonano come un avvertimento: qualora la norma dovesse essere accantonata o ulteriormente rinviata, sarebbe, secondo i sindacati, “una dimostrazione di insensibilità politica e di mancanza di rispetto verso chi si batte per la parità di genere nella politica, nelle istituzioni e in tutti gli ambiti”.

Mobilitazione alta

Vista la rilevanza del tema, Cgil, Cisl e Uil annunciano attenzione e vigilanza sull’iter del provvedimento. “Data l’importanza dell’argomento – concludono – ci aspettiamo una forte attenzione per tenere alta la mobilitazione”.

La partita sulla rappresentanza di genere nelle giunte comunali, dunque, resta aperta. E attorno al ddl enti locali si gioca non solo un confronto politico, ma anche un passaggio simbolico sul tema della parità e della presenza femminile nelle istituzioni siciliane.

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