Garantire un “pronto intervento sociale”: l’invito alla co-progettazione da Modica, Scicli, Ispica e Pozzallo


Da soli non si va da nessuna parte. Dal Distretto 45, capofila Modica ed i Comuni di Scicli, Ispica e Pozzallo componenti, l’invito ad un percorso di co-progettazione rivolto agli Enti del Terzo Settore
dell’intero comprensorio orientale della provincia con un bacino di oltre centomila abitanti. Invito finalizzato a dare una marcia in più alle politiche sociali del territorio.

Preciso l’obiettivo. Garantire un servizio di “Pronto intervento sociale” per le situazioni di emergenza personali e familiari. La progettazione e la realizzazione del progetto passa attraverso la costituzione di una centrale operativa del servizio di pronto intervento sociale di contrasto alla povertà, attivo 24 ore su 24 per 365 giorni dell’anno, capace di dare una prima e rapida risposta a quelle situazioni improvvise che incidono negativamente sui bisogni primari dei singoli o delle famiglie.

Quali ad esempio la necessità di alloggi, di vitto, di urgenti forniture di beni di prima necessità e di protezione nei casi di violenza. Vale a dire tutte quelle situazioni di “emergenza sociale” che richiedono a volte anche una immediata, seppure temporanea, presa in carico per periodi brevi in posti di accoglienza dedicati, in attesa dell’individuazione di soluzioni più adeguate. Un progetto ambizioso al quale sta lavorando il Distretto 45 aprendolo agli Enti del Terzo Settore.

Questi, se interessati alla co-progettazione di esso, sono chiamati a presentare una proposta, corredata da precise idee di innovazione e di qualità, indicando le modalità operative gestionali degli interventi e delle attività oltre che gli strumenti organizzativi e di gestione. Per gli Enti del Terzo Settore è l’occasione per scendere in campo in maniera concreta e lavorare, così, gomito a gomito con le istituzioni in un piano di contrasto alla povertà che, oggi più che mai, si mostra come una ferita aperta e sanguinante. Una ferita da curare con l’inclusione, con l’attenzione, con la volontà di lasciare la fase delle iniziative in solitario per aiutare il prossimo nel bisogno con la forza dei “più”.

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