Fratelli d’Italia esce dalla Giunta di Ispica, il Centrodestra provinciale si spacca. Alla faccia della professata unità. E a Comiso?

Il quadro politico a Ispica si fa sempre più complesso e instabile. Ma il problema politica diventa subito provinciale. Il Centrodestra si è spaccato, alla faccia della più volte decantata unità di intenti. Il motivo? Le Amministrazioni comunali di Ragusa e di Modica, guidate da sindaci di Forza Italia che provengono da percorsi civici, non hanno fatto entrare nessun esponente di Fratelli d’Italia. E pertanto Fratelli d’Italia leva il disturbo. E lo fa a partire dalla Giunta comunale dove era presente, cioè a Ispica. Ma la domanda, a questo punto lecita, è cosa farà allora a Comiso dove è il sindaco di Fratelli d’Italia a guidare l’Amministrazione comunale? Intanto, però, vediamo la situazione a Ispica.
La Giunta comunale guidata dal sindaco Innocenzo Leontini attraversa una fase delicata, segnata non solo da tensioni interne alla maggioranza, ma anche da una vera e propria crisi politica del centrodestra a livello provinciale. Un contesto aggravato dalla mozione di sfiducia presentata dall’opposizione, contro la quale l’amministrazione ha fatto ricorso al Tar, in attesa del giudizio di merito.

In questo scenario già fragile arriva ora una scelta destinata a pesare sugli equilibri politici: Fratelli d’Italia esce ufficialmente dalla Giunta di Ispica, certificando di fatto una frattura all’interno di quella coalizione che, fino a oggi, si era sempre presentata come unita nei comunicati ufficiali.

La nota di Fratelli d’Italia: dimissioni del vicesindaco Cafisi

Ad annunciare l’uscita di Fratelli d’Italia dalla Giunta è il coordinatore provinciale del partito, Giovanni Moscato, attraverso una nota ufficiale. Contestualmente, Tonino Cafisi, vicesindaco e assessore in quota FdI, protocollerà oggi le dimissioni già presentate da circa due mesi al primo cittadino.

«In questi mesi – scrive Moscato – abbiamo tentato di ricomporre il quadro unitario del centrodestra perché siamo fortemente convinti che la strada maestra sia quella dell’unione della coalizione, così come avvenuto in occasione delle elezioni per il Libero Consorzio. Abbiamo atteso, rispettosamente, la definizione degli equilibri interni degli altri partiti del centrodestra, anche in considerazione di importanti ingressi di amministratori, ma è stato impossibile ricomporre l’unità del centrodestra e non certo per la mancanza di volontà di Fratelli d’Italia».

Il coordinatore provinciale sottolinea come la scelta non sia legata a logiche di potere:
«Con i nostri comportamenti abbiamo dimostrato che la questione non dipende da poltrone o incarichi, ma da una visione di progetto futuro, coeso e in grado di dare risposte ai territori. Ci troviamo quindi nella condizione di fare un passo indietro nelle realtà locali dove il quadro politico non presenta la chiarezza che auspichiamo».

FdI rivendica inoltre i risultati amministrativi ottenuti dai propri esponenti. «I risultati raggiunti da Tonino Cafisi, anche nella qualità di vicesindaco, e da Marco Santoro, sono sotto gli occhi di tutti – evidenzia Moscato –: dal progetto per il completamento del cimitero all’avvio dei lavori per la zona artigianale, dal finanziamento per il rifacimento di contrada Giamporcaro al nuovo progetto per la raccolta dei rifiuti urbani».

Il partito conclude ringraziando il sindaco Leontini «per la fiducia riposta» e augurandogli «buon lavoro, con la massima sincerità e senza alcuna sterile polemica», ribadendo però che, finché il quadro provinciale del centrodestra non sarà chiarito, la scelta di uscire dalle Giunte locali resta una questione di coerenza politica.

Le letture politiche e le critiche dell’opposizione

La decisione di Fratelli d’Italia arriva però in un contesto politico già fortemente deteriorato. Voci di corridoio, da tempo, parlavano di tensioni legate anche alla composizione della Giunta, con FdI che – pur in assenza di consiglieri comunali – avrebbe avanzato la richiesta di un secondo posto in Giunta.

A ciò si aggiunge la posizione ambigua di altre forze della maggioranza. L’MPA, nonostante il ritiro formale della firma sulla mozione di sfiducia e il sostegno ufficiale al sindaco, nei fatti avrebbe cercato di prendere le distanze dall’amministrazione, proprio per le difficoltà amministrative. Anche nell’ultimo Consiglio comunale, dove si è portato in esame il piano triennale delle opere pubbliche, immediate sono arrivate le dure critiche delle opposizioni, che lo hanno definito «un semplice foglio programmatico», non collegato al bilancio comunale. Per questo rispedito al mittente.

Secondo Gianni Stornello, consigliere comunale del Partito Democratico, la scelta di Fratelli d’Italia va letta anche alla luce delle difficoltà politiche e amministrative:
«È evidente che la nave non navighi in acque calme. Forse Fratelli d’Italia ha deciso di scendere prima che affondi, considerando anche l’imminente sentenza sulla mozione di sfiducia».

Restano sul tavolo, sottolinea Stornello, numerosi problemi irrisolti: dalle storiche criticità legate al personale comunale, fino alle emergenze più recenti, come la devastazione della costa causata dalle mareggiate, che richiedono scelte forti e una guida politica stabile.

In un quadro così frammentato, la scelta di Fratelli d’Italia appare come un segnale politico chiaro: l’unità del centrodestra, a Ispica e non solo, non è più un dato scontato, ma una questione tutta da ricostruire. Tornando a Comiso, cosa farà Fratelli d’Italia? Smetterà di dialogare con gli esponenti di Forza Italia?

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