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Fratelli d’Italia Chiaramonte sulla mozione di sfiducia: “Atteggiamenti eversivi”


Riceviamo e pubblichiamo un comunicato inviato dalla segreteria di Fratelli D’Italia Chiaramonte, firmato dalla coordinatrice Salvina Ferlito:

“In riferimento agli incresciosi fatti verificatesi nella seduta del Consiglio comunale di ieri 10.01.2022 avente all’ordine del giorno la votazione sulla mozione di sfiducia presentata da ben 8 consiglieri comunali e che ha avuto un epilogo a dir poco surreale, il circolo Fratelli d’Italia Chiaramonte Gulfi intende esprimere il proprio biasimo sull’atteggiamento assunto in primo luogo dal Presidente del Consiglio comunale, Alessia Puglisi.


Ecco i fatti: dopo che tutti i Consiglieri firmatari della mozione hanno confermato, con voto nominale, la sfiducia al Sindaco la suddetta Presidente si è accampata il diritto di richiedere un parere tecnico/giuridico, non richiesto dalla procedura, alla Segretaria comunale. Quest’ultima, citando nell’ordine la L. Reg. Sicilia n. 35/1997, la L. Reg. Sicilia n. 25/2000 ed in ultimo la Circolare n. 6 del 12.03.2012 ha espresso parere contrario all’approvazione della mozione e, conseguentemente, il Presidente del Consiglio, senza colpo ferire, ha ritenuto di dichiarare non approvata la suddetta mozione e di sciogliere la seduta del Consiglio comunale.
Ebbene, al di là degli aspetti giuridici, che non possono comunque essere sottovalutati, sulla correttezza o meno del parere espresso dalla Segretaria comunale, non può essere sottaciuta l’illegittimità del modus operandi del Presidente Alessia Puglisi.


Innanzitutto va detto che, sebbene la L. Reg. n. 35/1997 prevedesse effettivamente l’approvazione della mozione di sfiducia (nei comuni con numero di abitanti inferiore a 15.000) con la maggioranza dei quattro quinti dei consiglieri assegnati, tale L. Reg. è stata superata dalla successiva modifica introdotta dall’art. 4 della L. Reg. n. 6/2011 (peraltro citata evidentemente a sproposito dalla Segretaria comunale). Tale ultima legge ha appunto modificato l’art. 10 della L. Reg. 35/1997 statuendo testualmente che “nei comuni con popolazione fino a 15.000 abitanti, il Sindaco e la rispettiva Giunta cessano dalla carica in caso di approvazione di una mozione di sfiducia votata per appello nominale dai due terzi dei consiglieri assegnati, con arrotondamento all’unità superiore”. Ciò sta a significare che la L. Reg. 35/1997, per il fenomeno della successione delle leggi nel tempo, ha avuto efficacia limitatamente al periodo in cui è stata in vigore e cioè finché non è entrata in vigore la modifica di cui all’art. 4 L. Reg. n. 6/2011.


In secondo luogo la Circolare n. 6 del 12.03.2012 non ha certamente, nella gerarchia delle fonti, rango di legge e pertanto non può superare le statuizioni di questa e, nello specifico della L. Reg. n. 6/2011 a cui va fatto riferimento.
Infine, va detto che i pareri non hanno valore vincolante e pertanto non si comprende come la Sig.ra Alessia Puglisi si possa essere presa la briga di dichiarare rigettata la mozione di sfiducia sulla base, appunto, di un semplice parere non vincolante.


Al di là, come dicevamo, degli aspetti tecnico giuridici che andranno certamente vagliati dagli Organi competenti, quello che salta invece agli occhi è l’assoluta illegittimità della procedura seguita dal Presidente del Consiglio che non fa altro che confermare il modus operandi del Sindaco Gurrieri e dei suoi.
Questi ultimi, evidentemente, usano le leggi a loro uso e consumo, nella maggior parte dei casi abusandone, per continuare ad occupare illegittimamente delle poltrone che la maggior parte dei chiaramontani non gli riconoscono più. Prova ne è il fatto che ben otto consiglieri comunali che, ricordiamo al sindaco, sono espressione del popolo sovrano, hanno ritenuto di presentare e votare una mozione di sfiducia.


Il Sindaco Gurrieri, anziché prendere atto del fatto di essere rimasto solo al comando della città e accettare il responso del popolo, preferisce sovvertire le leggi, anche costituzionali, e rimanere incollato alla poltrona arrivando persino a “minacciare” i ribelli. E cosa ancor più grave, il Presidente del Consiglio, anziché mantenere il suo ruolo super partes, non fa altro che avallare, assumendosene anche le responsabilità, gli atteggiamenti eversivi del Sindaco.
Il tutto, a nostro modesto parere, è assolutamente antidemocratico e ai limiti della tirannia e ci auguriamo che l’Assessorata Regionale Autonomie Locali, giustamente adito dai consiglieri comunali, prenda i dovuti provvedimenti e confermi la mozione di sfiducia dandole esecuzione.


Ci auguriamo che il Sindaco Gurrieri e il Presidente del Consiglio si assumano le proprie responsabilità e accettino il verdetto della maggioranza del Consiglio comunale e, conseguentemente, dei chiaramontani, stanchi dei continui sperperii di denaro e degli abusi di potere del primo cittadino. E ci auguriamo che i Consiglieri comunali vadano fino in fondo su questa penosa vicenda portandola anche davanti alle competenti Autorità Giudiziarie.
Da parte di FdI pieno sostegno a chi porta avanti a testa alta le proprie idee per il bene della città”.