Formica del fuoco: cresce l’attenzione anche nel Ragusano dopo nuova allerta in Sicilia

Il Comune di Acireale ha pubblicato nelle scorse ore un avviso ufficiale per richiamare l’attenzione sulla presenza in Sicilia della Solenopsis invicta, la cosiddetta “formica del fuoco”, specie invasiva originaria del Sud America già individuata nel Siracusano e segnalata recentemente anche nel territorio acese.

L’allerta rilancia un tema che da tempo viene monitorato dalla Regione Siciliana e dalla comunità scientifica: la Sicilia è infatti il primo territorio europeo in cui è stata accertata la presenza stabile della specie. Una situazione che ora viene osservata con attenzione anche nel Ragusano, soprattutto per le possibili ripercussioni sul comparto agricolo e vivaistico.

Secondo quanto riportato dal Comune di Acireale nel comunicato pubblicato sul sito istituzionale, la diffusione della “formica del fuoco” potrebbe avere conseguenze su biodiversità, coltivazioni e attività produttive legate all’agricoltura. Particolare attenzione viene posta anche agli effetti sanitari: le punture possono risultare dolorose e, nei soggetti allergici, provocare reazioni importanti.

Per la provincia di Ragusa, caratterizzata da una forte presenza di serre, vivai e produzioni agricole intensive, il fenomeno viene guardato con prudenza. Al momento non risultano focolai ufficialmente confermati nel territorio ragusano, ma la vicinanza con le aree già interessate del Sud-Est siciliano mantiene alta l’attenzione.

La Regione Siciliana ha attivato una piattaforma dedicata al monitoraggio e alla raccolta delle segnalazioni da parte dei cittadini attraverso il sito ufficiale dedicato alla “formica del fuoco”. In caso di sospetto avvistamento, le indicazioni sono quelle di evitare interventi diretti sui nidi, fotografare il formicaio, geolocalizzare l’area e inviare la segnalazione tramite la web app regionale.

Le autorità invitano inoltre a prestare particolare attenzione durante attività agricole, lavori di giardinaggio o movimentazione di terra, evitando il contatto con cumuli sospetti.

L’avviso diffuso da Acireale conferma come il monitoraggio sulla diffusione della specie stia entrando in una fase più capillare anche in altre aree della Sicilia orientale, con l’obiettivo di contenere l’espansione di una specie considerata tra le più invasive al mondo.

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