L’ASP di Ragusa accelera sul rafforzamento degli organici sanitari e pubblica un nuovo concorso pubblico, per titoli ed esami, finalizzato alla copertura a tempo indeterminato di 28 posti di dirigente medico in diverse discipline strategiche per il sistema sanitario provinciale. Il bando rappresenta un ulteriore tassello nel piano di potenziamento avviato dall’Azienda sanitaria provinciale per […]
FAMIGLIE E SCUOLA: UN PATTO EDUCATIVO PER I GIOVANI
25 Nov 2010 21:09
La scuola e la famiglia, un doppio binario parallelo, oggi in continua trasformazione, su cui si fonda l’educazione alla cittadinanza democratica dei giovani: se ne è parlato a Ragusa in un convegno organizzato dall’Avis provinciale, con la collaborazione della provincia regionale di Ragusa e dell’ufficio scolastico provinciale.
“Il tema del convegno fa riferimento al D.P.R. 235 del 2007 -afferma Carmelo Massari, vice presidente Avis provinciale- del patto educativo di corresponsabilità voluto dal ministero. L’esigenza di creare un nuovo associazionismo tra famiglie, scuola, agenzie formative e istituzioni, per potere avere un orizzonte di valori condivisi, è forte. Occorre che questo patto sia sostenuto da piena responsabilità e fiducia; patto, infatti, significa collaborazione stretta. L’Avis nazionale si propone come supporto per una cittadinanza attiva e responsabile di tutte le realtà”.
Di fondamentale importanza in quest’ottica, l’associazionismo dei genitori, intesi come risorsa della scuola.
“Patto significa riconoscerci reciprocamente -sostiene Davide Guarneri, presidente associazione italiana genitori Onlus-. Le famiglie non sono tutte uguali; le scuole vivono anche attraverso difficoltà dovute a riduzioni di fondi ma è fondamentale che i genitori e insegnanti riconoscano reciprocamente il loro grande ruolo di educatori. E’ possibile trovare dei punti di incontro e i ragazzi stessi ci sollecitano: sono loro la vera sfida educativa nei nostri confronti. L’associazionismo che proponiamo è un valore aggiunto, il tentativo e la certezza che il genitore possa uscire dal proprio isolamento. L’obiettivo finale è quello di offrire alla scuola non una richiesta individuale, ma una lettura di domande condivise da più genitori”. (Angela Barone)
© Riproduzione riservata