Etna, trasporti nel caos: la CGIL Ragusa scuote la politica, “Ora basta promesse”

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L’emergenza provocata nelle ultime settimane dall’attività dell’Etna e dalle conseguenti ripercussioni sul sistema dei trasporti siciliano non può essere archiviata con il semplice ritorno alla normalità. Per la CGIL di Ragusa, quanto accaduto ha riportato in primo piano una fragilità infrastrutturale che da decenni condiziona la mobilità della Sicilia e che appare ancora più evidente nel Sud-Est dell’Isola.
A lanciare l’allarme è il segretario generale della CGIL di Ragusa Giuseppe Roccuzzo, che chiede a Governo regionale, Governo nazionale e deputazione iblea, regionale e nazionale, di aprire una nuova stagione di programmazione sulle infrastrutture. “Le emergenze non creano le fragilità, le rendono semplicemente più evidenti”, sottolinea Roccuzzo, indicando nell’esperienza delle ultime settimane un’occasione per andare oltre l’emergenza e affrontare finalmente i nodi strutturali della mobilità siciliana.

Aeroporto di Catania in difficoltà, la Sicilia cerca alternative

Per la CGIL il problema non può essere ridotto alle conseguenze della cenere vulcanica sull’aeroporto di Catania. La vulnerabilità di Fontanarossa rispetto alle eruzioni dell’Etna è nota da tempo. La questione centrale, secondo il sindacato, riguarda invece l’assenza di un sistema alternativo realmente capace di garantire la mobilità della Sicilia orientale quando il principale scalo entra in difficoltà.
“Non possiamo comportarci ogni volta come se fossimo davanti a un fenomeno imprevedibile”, afferma Roccuzzo. La risposta, secondo la CGIL, dovrebbe essere una rete integrata in grado di mettere rapidamente in collegamento aeroporti, autostrade, ferrovie e trasporto pubblico. È proprio questa capacità di risposta coordinata, secondo il sindacato, a rappresentare oggi uno dei principali deficit di programmazione.

Comiso al centro della strategia per il Sud-Est

In questo scenario l’aeroporto di Comiso viene indicato dalla CGIL come uno degli elementi strategici per costruire una rete dei trasporti più resiliente. Lo scalo ragusano, secondo il sindacato, non dovrebbe essere considerato soltanto come soluzione da attivare nei momenti di emergenza, ma come una componente stabile del sistema aeroportuale della Sicilia orientale.
L’annunciato ampliamento dei piazzali rappresenta, per la CGIL, un segnale positivo. Ma alle intenzioni dovrebbero seguire rapidamente atti amministrativi, risorse, procedure e soprattutto tempi certi. Il potenziamento dello scalo di Comiso, nella visione del sindacato, deve diventare parte di una programmazione infrastrutturale permanente.

Catania o Palermo? “Il problema è collegare gli aeroporti”

Durante la fase più critica, anche l’aeroporto di Palermo ha contribuito ad assorbire parte dei disagi provocati dalle limitazioni operative di Fontanarossa. Ma proprio questa soluzione ha messo in evidenza un ulteriore problema: un aeroporto alternativo è realmente efficace soltanto se può essere raggiunto rapidamente attraverso collegamenti stradali e ferroviari efficienti.
La CGIL riferisce di aver ricevuto segnalazioni da cittadini e turisti ai quali lo spostamento del volo da Catania a Palermo sarebbe stato comunicato con poche ore di anticipo. Per chi parte da Ragusa, Modica o dagli altri centri della provincia, affrontare il trasferimento verso Palermo in tempi così stretti può diventare estremamente difficile.
Da qui la posizione del sindacato: non si tratta di scegliere tra Comiso, Catania e Palermo, ma di costruire un vero sistema siciliano dei trasporti, nel quale aeroporti, ferrovie, autostrade e trasporto pubblico siano connessi in modo efficace.

Siracusa-Gela, la CGIL: “Va completata nella sua interezza”

Tra le priorità indicate dalla CGIL c’è anche il completamento della Siracusa-Gela. Per Roccuzzo non è più sufficiente ragionare esclusivamente sui singoli lotti o sul prossimo tratto da finanziare. L’obiettivo politico, sostiene il segretario generale della CGIL di Ragusa, deve tornare a essere il completamento dell’intera infrastruttura.
Il sindacato chiede alla deputazione iblea, sia regionale sia nazionale, di costruire una posizione comune nei confronti dei Governi regionale e nazionale, superando le divisioni politiche. La Siracusa-Gela, sottolinea la CGIL, avrebbe ricadute dirette sulla mobilità dei lavoratori pendolari, sulla competitività delle imprese e sull’attrattività turistica del territorio.
Parallelamente, secondo il sindacato, occorre accelerare i lavori sulle infrastrutture già esistenti e sui cantieri aperti, affrontando rapidamente gli ostacoli burocratici, tecnici e finanziari che ne rallentano l’avanzamento.

“Non servono nuove promesse, servono opere”

Il messaggio rivolto alla politica è netto: non bastano più annunci e dichiarazioni. “Servono cronoprogrammi, responsabilità individuate, risorse e procedure capaci di trasformare i finanziamenti in opere”, sostiene la CGIL, chiedendo che le future risorse regionali, nazionali ed europee destinino alle infrastrutture del territorio una posizione prioritaria.
Il sindacato invita inoltre a evitare che il dibattito si concentri esclusivamente sulla ricerca delle responsabilità legate all’emergenza. “Non ci interessa partecipare alla ricerca del colpevole del giorno”, afferma Roccuzzo, sottolineando però che le criticità infrastrutturali non possono essere considerate come fenomeni improvvisi.
Secondo la CGIL, la programmazione infrastrutturale, il sistema aeroportuale e l’organizzazione della mobilità sono il risultato di precise scelte istituzionali. La politica, quindi, dovrebbe assumersi la responsabilità non soltanto delle decisioni adottate, ma anche di quelle rimaste a lungo rinviate.

Il rischio per turismo, imprese e occupazione

A preoccupare il sindacato non sono soltanto i disagi immediati per i viaggiatori. Le conseguenze dell’emergenza potrebbero estendersi anche al turismo e all’immagine della Sicilia. Secondo Roccuzzo, infatti, non è sufficiente contare i voli cancellati o riprogrammati: un turista costretto a trascorrere ore o giorni nell’incertezza potrebbe maturare un’esperienza negativa capace di influenzare la decisione di tornare nell’Isola.
Il danno, quindi, potrebbe andare oltre la stagione turistica in corso, con possibili ripercussioni sull’attrattività del territorio, sulle imprese del comparto e sull’occupazione.

“L’emergenza passa, il rischio è che torni il silenzio”

La CGIL considera positivamente gli interventi annunciati per il potenziamento dell’aeroporto di Comiso, compreso l’ampliamento dei piazzali, ma chiede che alle dichiarazioni seguano rapidamente provvedimenti concreti, finanziamenti e tempi certi.
Il nodo, secondo il sindacato, non è più stabilire se la provincia di Ragusa abbia bisogno di infrastrutture. “Lo sappiamo da decenni. Il punto è decidere quanto altro tempo siamo disposti a perdere”, conclude Roccuzzo.
La richiesta della CGIL è dunque quella di trasformare la crisi provocata dall’Etna in un punto di svolta. “L’emergenza prima o poi passa. Il rischio è che, passata l’emergenza, torni anche il silenzio”. Gli eventi naturali, osserva il segretario generale, non possono essere impediti, ma una programmazione adeguata può evitare che ogni evento naturale si trasformi in una crisi dei trasporti, dell’economia e del lavoro.

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