Il Centro di pronta accoglienza per le dipendenze patologiche di Scicli si conferma una realtà strategica nel sistema sanitario della provincia di Ragusa. A pochi mesi dall’avvio dell’attività, i primi dati restituiscono un quadro positivo, con numeri che evidenziano la capacità della struttura di offrire risposte tempestive alle persone affette da dipendenze e alle loro […]
ERRARE HUMANUM EST, PERSEVERARE AUTEM DIABOLICUM
30 Nov 2014 15:00
Il nuovo comunicato del sindaco di Acate Franco Raffo lascia senza parole. A volerlo analizzare dettagliatamente si evidenzia una chiara mistificazione della realtà, soprattutto per chi al consiglio comunale ha assistito. Viene da dire: io c’ero, ma subito dopo bisogna aggiungere: purtroppo. Ricordo, poi, al signor sindaco che il consiglio viene regolarmente registrato: video canta! Ma andiamo con ordine. Già il titolo evidenzia la pervicacia. Gli amministratori non possono più comprare il convento dalle Suore per il semplice fatto che lo stesso non è più delle Suore. Ma proseguiamo. I grillini, ed io non sono certamente un grillino, non si sono arrabbiati per la nomina di un solo revisore, ma per la modalità operativa messa in essere dalla maggioranza. Ma veniamo al dunque del problema: il convento. Non mi è sembrato che la consigliera Berrittella fosse raggiante, tutt’al più era livida (e la differenza non è solo semantica) di fronte all’ostentata faccia tosta della maggioranza che continuava a negare l’evidenza. Per la precisione poi i consiglieri e gli amministratori avevano depositato agli atti la cessione dell’indennità di carica prima dell’ ostentazione della visura. Appare inoltre quanto meno offensivo nei confronti di un cittadino essere catalogato come un “certo Terranova Salvatore”, ma questa è un’altra storia. Una domanda poi per il Sindaco. Dopo il 2015 come si pagherà il convento? Ed ecco il capolavoro: “Tutti i migliori Azzeccagarbugli a darsi da fare per dimostrare che ormai non c’era nulla da fare, che il preliminare firmato dal Sindaco e dalla Madre Generale, che dà al Comune diritto d’acquisto fino al 22 gennaio 2015, era nullo, come se quel documento il Sindaco l’avesse fatto con la prima ruba galline d’Italia”. Orbene tra questi azzeccagarbugli c’ero anch’io. Ho sostenuto e ribadisco che il punto all’ordine del giorno non poteva più essere trattato alla luce dell’evidenza della visura. Nessuno ha mai parlato di ruba galline, ma semplicemente di rispetto delle regole e delle leggi. Ho sostenuto che il punto andava sospeso e bisognava prendere tempo per studiare bene la situazione per valutare le possibili soluzioni, ove esistenti. Nessuno ha urlato, si è solo cercato di fare ragionare. Del resto, per par condicio, alcuni assessori e sostenitori del Sindaco ritrovati sulla via di Damasco si sbracciavano per sostenere la necessità del mutuo. Alla fine il flemmatico segretario ha dovuto ammettere che forse sarebbe stato meglio aggiornarsi sul punto. Non commento le affermazioni su alcuni spettatori del pubblico, offese che un primo cittadino dovrebbe evitare, proprio perché Sindaco. “Per giustificare le loro folli farneticazioni, anche una valanga di parole di disprezzo verso lo storico Collegio, per secoli centro di accoglienza, di carità e di apostolato”. Nessuno ha disprezzato il collegio e la sua mission, semplicemente si è detto: ragioniamo. Ma forse questa è una ‘mission impossible’. Ben venga l’attivazione dell’amministrazione che intende vigilare e controllare sull’utilizzo del convento da parte del nuovo proprietario, ma ci risparmi il solito melodrammatico ritornello sulla ‘viscaranità’ da tutelare e proteggere. È un ritornello stonato e poco credibile.
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