Ecco le motivazioni con cui il Tar ha respinto il ricorso contro lo scioglimento per mafia del Comune di Vittoria - Ragusa Oggi

Ecco le motivazioni con cui il Tar ha respinto il ricorso contro lo scioglimento per mafia del Comune di Vittoria


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Ecco le motivazioni con cui il Tar ha respinto il ricorso contro lo scioglimento per mafia del Comune di Vittoria
Attualità
17 luglio 2019 15:36

La prima sezione del Tar Lazio ha respinto – in via definitiva – il ricorso contro lo scioglimento per mafia del Comune di Vittoria. La decisione e’ stata depositata ieri. Nelle nove pagine dell’atto depositato, le motivazioni, firmate dal presidente Carmine Volpe, estensore Lucia Maria Bancatelli.

Rifiuti e mercato ortofrutticolo i principali punti critici, sottolineati dal Tar nel motivare la sua decisione che ha rigettato il ricorso presentato contro lo scioglimento del Comune di Vittoria deciso con decreto del 2 agosto 2018. Tra i promotori del ricorso presentato nel novembre scorso, l’ex sindaco di Vittoria, Giovanni Moscato, la sua giunta e membri dell’ex maggioranza consiliare.

Dalla lettura degli atti prefettizi, si legge nel documento del Tar del Lazio, “nel provvedimento, si evince la volonta’ dell’organo politico di ingerirsi su questioni, relative alle procedure e ai termini di gara, che sono sottratti alla competenza della giunta comunale e riservati agli apparati amministrativi”.

L’anomalia riscontrata, quindi, non riguarda la decisione presa in relazione alla raccolta differenziata, come sostenuto nel ricorso,” ma l’avere l’organo politico assunto una decisione concernente la tipologia della procedura di gara da espletare, che era di pertinenza dell’organo tecnico gestionale”.

Inoltre, quanto alla affermazione che la scelta in questione si era resa necessaria per uscire da una situazione emergenziale, gli atti prefettizi sottolineano come gli stessi organi di controllo della Regione Sicilia, hanno riscontrato che tra i fattori che avevano determinato la situazione critica nel settore dei rifiuti “rientrava anche l’inerzia del Comune di “che aveva omesso per oltre due anni e tre mesi di trasmettere gli atti necessari per avviare le procedure di gara del Piano di Intervento Aro, approvato in data 22 maggio 2015″.

E’, poi, adeguatamente motivata” la rilevanza indiziaria delle complessive criticita’ e anomalie riscontrate nel settore della gestione dei rifiuti, in ragione dell’affidamento del servizio a una ditta il cui legale rappresentante e’ stato successivamente tratto in arresto, nell’ambito dell’operazione del 28 novembre 2017, ed e’ risultato essere contiguo ad ambienti criminali di stampo mafioso. Anche quanto emerso in relazione alla gestione del mercato ortofrutticolo “costituisce un quadro indiziario significativo”, ai fini del giudizio “della possibile presenza di un condizionamento da parte della criminalita’ organizzata”.

La relazione del prefetto da’ conto della dimostrazione “di una consistente presenza delle consorterie mafiose nel mercato, gestito dall’ente comunale”.
fonte Agi


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