E’ STATA PAGATA L’ICI SUI TERRENI PEEP?

“Dopo il regalo fatto ai costruttori edili dalle amministrazioni comunali succedutesi in queste ultime due legislature a Ragusa, con l’adozione della variante al PRG che ha reso possibile il cambio di destinazione urbanistica da “zona di verde agricolo a zona C3”, per due milioni di mq di terreno agricolo da destinare all’edilizia economica e popolare (piani PEEP), variante successivamente e definitivamente approvata con decreto del Dirigente Generale del dipartimento urbanistico dell’ARTA n. 725 del 10/7/2009, trasformando di fatto in aree edificabili più di due milioni di mq di terreni prima destinati a verde agricolo, il sospetto che insorge è che su queste aree non sia mai stata pagata, come invece dovuto, l’Ici”.

A sollevare la questione sono i consiglieri comunali di Italia dei Valori, Salvo Martorana e Peppe Tumino, che hanno rivolto in merito una interrogazione all’assessore al bilancio e al sindaco. Partendo dal presupposto che le aree in questione risultavano, prima dell’approvazione della variante, secondo la normativa in vigore fino al 31 dicembre 2011, esenti dall’ICI in quanto terreni agricoli, ricadenti per la maggior parte in area collinare, mentre, dopo l’approvazione della variante, in quanto “aree fabbricabili”, risultano imponibili all’ICI sulla base del loro valore commerciale, con applicazione dell’aliquota massima che il comune di Ragusa ha fissato al 6,50 per mille, Martorana e Tumino osservano che conseguentemente le entrate del Comune di Ragusa, alla voce ICI, avrebbero dovuto avere un incremento considerevole, quanto meno a partire dal 2009, anno di approvazione definitiva della variante, considerata l’ingente quantità di terreni interessati (più di 2 milioni di mq), il loro nuovo valore commerciale, sicuramente assai elevato, e l’aliquota massima ICI da applicare.

E qui torniamo al sospetto di cui si diceva sopra, perchè, alla luce degli ultimi tre bilanci (2009,2010 e 2011 ) approvati dal Consiglio Comunale, al capitolo Entrate Tributarie, alla voce ICI viene indicata inspiegabilmente la stessa cifra di €. 11.300.000,00, senza alcuna variazione in aumento per il 2010 ed il 2011, rispetto alla nuova e più ricca base imponibile, creatasi appunto con il cambiamento di destinazione da agricoli ad “aree fabbricabili” dei terreni individuati nella variante per l’edilizia economica e popolare, il cui valore commerciale è notevolmente lievitato. E dunque i due consiglieri di Italia dei Valori incalzano il sindaco chiedendo di sapere innanzitutto se l’Amministrazione è in grado di indicare i maggiori importi incassati per il pagamento dell’ICI da parte dei proprietari dei  due milioni  di mq di terreni edificabili a partire dal data del decreto che ha approvato definitivamente la variante citata in premessa.

In seconda battuta vogliono conoscere, nel caso in cui i proprietari suddetti si fossero sottratti al pagamento, quali azioni intende intraprendere l’amministrazione per recuperare quanto evaso, considerato che essa è perfettamente a conoscenza di tutti i terreni interessati e dei loro proprietari, perchè  per ogni piano urbanistico attuativo ha rilasciato regolare concessione edilizia ed infine se  l’amministrazione abbia preso in considerazione la possibilità di non rilasciare la concessione edilizia o di bloccare i lavori nel caso in cui le imprese costruttrici proprietarie dei terreni non abbiano adempiuto al pagamento dell’ICI, in considerazione anche della situazione vantaggiosa in cui operano le stesse, in quanto, trattandosi di edilizia economica e popolare, non pagano gli oneri concessori edilizi. Martorana e Tumino commentano la loro interrogazione osservando che invece di recuperare le tasse evase (ICI, canoni idrici, tarsu), nell’ordine di milioni di euro, il sindaco e la sua amministrazione preferiscono aumentare tutti i servizi a domanda individuale quali la refezione  per gli asili, la retta degli asili nido, il canone per l’espurgo dei pozzi neri dei residenti nelle zone dei piani di recupero, i canoni per i passi carrabili e così via dicendo, dando mostra da una parte di inefficienza amministrativa nel recuperare quanto non incassato e dall’altra di perseverare nel coprire i “soliti noti”.

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