È morto Pinuccio La Rosa: la ristorazione e il turismo siciliano perdono un visionario

La provincia di Ragusa perde uno dei suoi protagonisti più autorevoli nel mondo della ristorazione e dell’ospitalità. Si è spento Pinuccio La Rosa, imprenditore visionario e punto di riferimento per il turismo di qualità.

L’area iblea perde oggi uno dei suoi figli più illustri, un uomo che non si è limitato a fare impresa, ma ha letteralmente disegnato l’identità dell’accoglienza di lusso nel Sud-Est della Sicilia. Pinuccio La Rosa, è stato anima e motore, insieme al fratello Antonio, della celebre Locanda Don Serafino.

Un pioniere tra storia e innovazione

Pinuccio era un uomo di larghe vedute, capace di guardare oltre l’orizzonte quando ancora il turismo nel ragusano era un diamante grezzo. Tutto era iniziato dal solco tracciato dal padre Serafino con il Lido Azzurro, il primo stabilimento balneare nato a Marina di Ragusa. Da quella base solida, Pinuccio aveva saputo costruire un impero della qualità: la Locanda Don Serafino a Ragusa Ibla, che con il talento dello chef Vincenzo Candiano ha ottenuto la prestigiosa Stella Michelin, diventando meta di gourmet da tutta Italia e oltre.

Non si era fermato alla ristorazione. La Locanda era diventata un hotel di charme incastonato nella roccia di Ibla, e di recente Pinuccio e il fratello avevano completato la propria visione con la creazione di ville di lusso, elevando ulteriormente l’offerta ricettiva del territorio.

Il coraggio della critica e l’amore per il territorio

Conosciuto e stimato in tutta Italia, Pinuccio La Rosa è stato una figura centrale in Federalberghi e Confcommercio, dove la sua voce autorevole fungeva da guida. Era un uomo pronto alla battuta, dotato di un’ironia sottile insieme al suo immancabile sigaro e di un’intelligenza vivace. Amava visceralmente la sua terra, e proprio per questo sapeva essere critico: non risparmiava osservazioni puntuali su ciò che ancora restava da fare per rendere la Sicilia una destinazione davvero competitiva.

Sua l’intuizione di “Marina Gourmet”, la manifestazione ideata insieme ad altri chef del litorale per celebrare le eccellenze gastronomiche. Nonostante l’ictus che lo aveva colpito quasi due anni fa, costringendolo a lunghi ricoveri e a una faticosa riabilitazione, Pinuccio aveva voluto essere presente all’ultima edizione della kermesse, testimoniando ancora una volta la sua tempra e il suo attaccamento al lavoro.

Dopo un periodo di apparente miglioramento, le condizioni sono precipitate nell’ultimo fine settimana, portando alla crisi irreversibile di questo lunedì. Con la sua scomparsa, il settore della ristorazione perde un punto di riferimento, ma resta l’eredità di un modello imprenditoriale fatto di eleganza, rigore e calore umano.

Pinuccio La Rosa lascia un vuoto profondo nei familiari, nei collaboratori che lo consideravano un mentore e in tutti coloro che, sedendosi ai suoi tavoli, hanno respirato l’essenza della Sicilia più autentica e colta. Le condoglianze al fratello, ai familiari e agli amici dalla redazione di Ragusaoggi.it

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