E’ morto il fotografo Giuseppe Leone

E’ morto il celeberrimo fotografo ragusano Giuseppe Leone. Aveva 88 anni. Con lui, se ne va un pezzo della storia e della cultura ragusana. Ha portato le sue foto in giro per il mondo con un’infinità di mostre e di libri. E’ considerato uno dei fotografi più rappresentativi ed eminenti del dopoguerra siciliano.

Proprio ieri era stata inaugurata una sua mostra fotografica su mondo contadino, ospitata all’interno del museo della città, a Palazzo Zacco, inaugurato contestualmente. Il fotografo non era potuto intervenire proprio per motivi di salute.

GIUSEPPE LEONE, UNA VITA DEDICATA ALLA FOTOGRAFIA

Figlio dell’organista della cattedrale di Ragusa, ad appena sei anni comincia a seguire il padre quando si celebrano i matrimoni. Nella grande chiesa barocca resta affascinato da quegli spettacoli straordinari. Il padre avrebbe voluto che anche lui facesse l’organista, ma il ragazzo vorrebbe fare il pittore, quando, vedendo all’opera il fotografo Antoci proprio durante una cerimonia nuziale, gli chiede se può andare da lui a bottega. Comincia così, a 14 anni entra per la prima volta in una camera oscura.

Quell’anno, il 1952, scatta già una delle sue fotografie più famose: il treno con la locomotiva a vapore che transita sul ponte sul torrente San Leonardo con Ragusa Ibla sullo sfondo. A 21 anni, acquistata la prima macchina fotografica a soffietto apre il suo studio dedicato soprattutto alla foto dei matrimonima, al tempo stesso, continua un lavoro personale di testimonianza, di scavo, di indagine, al limite della vivisezione, del paesaggio siciliano che da allora non si è più interrotto fino ad oggi, dopo quasi 70 anni.

LO STUDIO DEL PAESAGGIO


Per Leone il paesaggio non è il fondale inerme delle azioni degli uomini, ma è un elemento vivo che con essi interagisce modificandoli ed essendone modificato. Questa coevoluzione si sviluppa in armonia fino a quando la hybris dell’uomo determina la perdita di questo contatto. Amico personale di Leonardo Sciascia, Vincenzo Consolo e Gesualdo Bufalino è l’unico non scrittore sempre invitato nella casa di campagna dello scrittore di Racalmuto quando si tengono gli incontri tra i tre intellettuali testimoniati con alcuni dei suoi scatti più famosi pubblicati in tutto il mondo.

Noto soprattutto per aver raccontato i paesaggi e i costumi della Sicilia dagli anni 50 ad oggi, ha pubblicato oltre 50 volumi con vari editori come Sellerio, ERI, Electa, Bompiani, e realizzato mostre in Italia e all’estero.

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