“Nella foga di voler a tutti i costi dir la propria e nella concitazione di bocciare tutto ciò che viene proposto dalle minoranze, alcune volte, come accaduto nella seduta del consiglio comunale di ieri, si prendono degli abbagli”.
E’ la valutazione del consigliere di Idee per Ragusa Giorgio Mirabella rispetto la discussione dell’ordine del giorno a sostegno della vertenza che si sta portando avanti con Enimed e che è stata posta in discussione anche al tavolo delle trattative tra le parti convocato in Prefettura nei giorni scorsi.
“Nell’odg da me presentato, si chiedeva all’Amministrazione di avere un ruolo di primo piano in questa vertenza considerato che i giacimenti petroliferi insistono sul territorio comunale di Ragusa, piuttosto che lasciare il mandato decisionale ad altri, con un accentramento di decisioni e gestioni direttamente in capo a Gela. Dunque un odg che ha a cuore il futuro occupazionale e il mantenimento dei livelli professionali dei lavoratori e che voleva mettere in luce il ruolo dell’Amministrazione comunale affinché torni ad essere, anche in questa circostanza, ente di riferimento e di tutela nei confronti dei lavoratori. Dunque il mancato accoglimento che ne è seguito, con piena responsabilità dei consiglieri del Movimento Cinque Stelle che si sono astenuti, è davvero ingiustificato e inaccettabile, soprattutto se devono essere prese per buone le parole, sempre nella seduta di ieri, espresse dall’assessore alle politiche ambientali Claudio Conti. Lo stesso amministratore aveva ravvisato, nel suo intervento, un’apertura su questa vicenda, magari ipotizzando la possibilità che l’Amministrazione possa aprire una interlocuzione con ENI. Addirittura l’Assessore Conti aveva ipotizzato di valutare una differente gestione nei giacimenti di contrada Tresauro, dove il gas che viene estratto, per ENI rappresenta un rifiuto, ed invece lo si potrebbe utilizzare per il riscaldamento del nuovo comparto ospedaliero visto che si trova a 3 km di distanza, oppure cercare altre forme di collaborazione. Dunque a conti fatti, il gruppo consiliare si astiene su un odg teso a tutelare i lavoratori, mentre successivamente, l’Amministrazione, sullo stesso odg, offre la possibilità di aprire un fronte di confronto. Delle due, allora una. O il gruppo non ha compreso la validità della proposta da me formulata, o non vi è alcun raccordo tra Amministrazione e gruppo consiliare”.
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