Un quadro dettagliato sull’andamento delle patologie oncologiche nel territorio ibleo, utile per comprendere il presente e programmare il futuro della sanità provinciale. È stata presentata questa mattina, nella Sala “Russo-Armenia” di Piazza Igea, sede della Direzione generale dell’Azienda Sanitaria Provinciale di Ragusa, la nuova monografia del Registro Tumori di Ragusa, documento che raccoglie e analizza […]
DICHIARAZIONE DEL SINDACO DI MODICA IGNAZIO ABBATE SULL’ISTITUZIONE DEI LIBERI CONSORZI.
19 Mar 2014 12:17
Visto che il Commissario dello Stato alla Regione siciliana non ha impugnato alcun articolo della recente legge di istituzione dei Liberi Consorzi fra comuni e considerato che il sindaco di Modica Ignazio Abbate si assenta dalle riunioni del sindaci della provincia iblea ancorchè nella convocazione siano state inseriti artificiosamente argomenti di natura istituzionale laddove il motivo della riunione era esclusivamente quello della istituzione del Consorzio, “Ragusa Oggi” ha pensato di prendere il coraggio a due mani e di chiedere a bruciapelo, al primo cittadino di Modica, le sue reali intenzioni sul percorso che il comune di Modica vorrà seguire.
Dobbiamo dire che alcune, anzi molte, delle argomentazioni di Abbate non fanno una grinza anche se l’uscita dal Consorzio ibleo del Comune significherebbe “obbligare” i comuni di Ispica e Pozzallo ad andare con Modica in quanto non ci sarebbe “continuità territoriale con Ragusa per aderire al Consorzio dell’attuale capoluogo ibleo. Ciò non vale per Scicli in quanto il territorio del comune Cremisi è confinante con Ragusa nella parte della foce del fiume Irminio e quindi il Comune cremisi potrebbe aderire a Ragusa anzichè a Modica.
Ma leggiamo la risposta che il sindaco Abbate ha dato alla nostra domanda
“La strada che in questo momento sto cercando di attuare è l’aggregazione omogenea con i comuni del Val di Noto. La motivazione risiede nell’omogeneità geografica, culturale ed economica, nel tessuto imprenditoriale legato al settore turistico ed agricolo.
E’ una grande occasione, un momento storico per il nostro territorio di proporre una nuova unione di comuni che possiedono peculiarità storiche e culturali affini. Per la nostra città costituisce un’opportunità per ridisegnare una nuova area geografica ed economica. Questo nuovo assetto rappresenta per tutti gli enti un volano di sviluppo e contribuisce a fare emergere i comuni che in passato non hanno goduto di un’adeguata visibilità”.
Molto chiaro, no?
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