DIBATTITO CON GIULIETTO CHIESA ALLA LIBRERIA UBIK DI RAGUSA

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Giulietto Chiesa, politico e giornalista italiano impegnato particolarmente sul tema della globalizzazione economica, politica e militare ha presentato presso la libreria Ubik di Ragusa il suo ultimo saggio “Invece della catastrofe”.

Fondatore del laboratorio politico e culturale “Alternativa”,  Chiesa sostiene che l’unico modo per evitare una transizione catastrofica è quella di trasformare le attuali forme di produzione e di consumo. Una riorganizzazione attraverso la decrescita della produzione di beni e servizi materiali e di un progressivo aumento di beni esterni alla sfera del mercato.

«Il punto di partenza di quest’ultimo mio saggio – afferma – è proprio il sistema dell’informazione studiato ad hoc per tenere gli individui all’oscuro di tutto e quindi incapaci di difendersi. Occorre abbattere la “Grande fabbrica dei sogni e della menzogna” che ha trasformato milioni di individui in consumatori compulsivi: per questo è indispensabile la costruzione di un diverso sistema di comunicazione e informazione che sia democratico e che racconti davvero il reale».

Tra i suoi progetti futuri infatti, ci sarebbe anche quello di una televisione digitale internazionale che possa realmente informare, rendendo coscienti gli individui senza manipolare la realtà.

E ai tanti attivisti No Muos presenti all’incontro che hanno denunciato la fase di repressione che stanno vivendo e anche l’urgenza di un sostegno da parte di chi ha in un certo senso  “più voce”, Chiesa risponde che il suo sostegno lo darà “nei termini dell’onestà del suo lavoro giornalistico” informando, informando e informando anche attraverso i canali internazionali.

Il libro affronta ampiamente anche la questione delle guerre che immancabilmente si scateneranno quando avremo esaurito tutte le risorse di cui la terra dispone: «proseguendo la strada  di uno sviluppo dissennato come l’attuale – conclude – si finirà in guerra perché l’esaurimento delle risorse e la compromissione degli equilibri climatici produrranno una crescente competizione per il controllo delle risorse. In altri termini si eviterà la guerra  solo in condizioni di solidarietà internazionale, di condivisione globale dei problemi e di redistribuzione equa delle risorse esistenti».

 

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