“DETTO QUESTO E QUANT’ALTRO…”

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Gli avvenimenti della nostra epoca sono più che mai contrassegnati dal  conflitto generato dallo stato di natura che caratterizza gli uomini sin dal loro  primo contatto con la realtà  sociale . Questo è un concetto universalmente incontestabile , nonché elemento focale del pensiero del grande filosofo Tommaso Hobbes, vissuto nel seicento. Lo stesso filosofo tuttavia, continuando nell’esposizione solenne della sua dottrina, suggeriva ipotetiche , ma attendibili soluzioni per riportare l’uomo ad una degna condizione socievole. Egli infatti auspicava l’unione sociale, attraverso una spontanea rinunzia ad alcuni diritti e libertà da parte degli uomini stessi, per pervenire alla prima conquista sociale, che è lo stato.

Politici, giornalisti , uomini di cultura, nonché i  detentori in genere del potere politico e sociale del nostro tempo, dovrebbero trarre” ammaestramento” da questi nobili principi morali (sperando che tutti ne conoscano i contenuti). Questi personaggi, in maggioranza, sconoscono l’umiltà, o. per dirlo in modo adeguato ai tempi, “ il passo indietro”. Oggi, assistendo a programmi televisivi di stampo giornalistico,o a convegni pubblici ed eventi di qualsiasi genere, siamo ossessionati dai frequenti “ bla bla….”di soggetti imbevuti di saccenteria e di fastidiosa pretenziosità. I loro interventi sui gravi problemi che affliggono la nostra società, sono sovente caratterizzati da dialettiche contrastanti dai toni accesi, che talvolta degenerano quasi in risse ignobili e vergognose. Quanti assistiamo a tali spettacoli indecorosi, rimaniamo smarriti ed avviliti, avendo udito dai loro sermoni solo una serie continuata e narcotizzante di stucchevoli espressioni linguistiche del tipo “ Detto questo e quant’altro” “ non abbiamo scoperto l’acqua calda” “ della serie…” “ se tanto mi dà tanto”. Tutto ciò purtroppo, suscita  nell’opinione pubblica media giudizi fuorvianti.

Molti  personaggi della politica e dello spettacolo che appaiono in televisione, vengono giudicati,non in base al loro valore, alle loro virtù, al lavoro svolto e alle loro qualità morali, ma solo in base al loro aspetto esteriore, alla loro apparente brillantezza, o all”uso di termini e vocaboli di effetto. In molti “ talk show” spesso parlano ammiratissimi  soggetti ,incredibilmente beceri e volgari, spudoratamente autorizzati dagli organi di competenza a propinarci pubblicamente la loro spregevolezza. In tal modo, un po’ tutti dimenticano le persone che fanno veramente il loro dovere,che operano nella realtà oscura e quotidiana,contribuendo concretamente al funzionamento della  società. Sono questi i pochi genitori ammirevoli rimasti, gli impiegati efficienti, i missionari, gli infermieri coscienziosi che si spendono per i malati. Sono costoro che dovremmo ammirare e ringraziare ogni giorno,anche se nel loro gergo linguistico usuale non intercalano le espressioni di rito  del tipo “ detto questo e quant’ altro”!!!

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