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Denuncia il marito per violenza sessuale ma lui viene assolto per insufficienza di prove
17 Giu 2026 19:21
Una serie di abusi, violenze e soprusi quelli denunciati in più riprese da una donna di origine tunisina. Costretta a rapporti sessuali, minacciata con un coltello alla gola, limitata nei suoi spostamenti da un marito abusante e dedito all’alcool. Ma il suo rimettere querele e le sue testimonianze che avrebbero ridimensionato fatti – confermati invece dai famigliari – l’hanno resa poco credibile. Così il giudice per le indagini preliminari presso il Tribunale di Ragusa, ha assolto il marito, difeso dall’avvocato Massimo Garofalo: prove contrastanti e non incontrovertibili.
La donna, parte civile, rappresentata dall’avvocata Irene Russo, aveva riferito nelle denunce presentate ai carabinieri numerose episodi; secondo quanto alla base del processo che si è svolto con rito abbreviato, se ne era andata dalla casa coniugale per due volte, spaventata per se stessa e i suoi figli. Tornata a vivere con i genitori, aveva raccontato, nelle denunce, del marito che ubriaco guidava mettendo in pericolo lei e i bambini o che al culmine di alcune discussioni, lui l’aveva minacciata con un coltello ma in aula la sua testimonianza non avrebbe confermato, al di là di ogni ragionevole dubbio quanto denunciato. Il pubblico ministero aveva chiesto la condanna dell’uomo a 8 anni ritenendo provate tutte le accuse; il giudice lo ha assolto perché il fatto non sussiste, ciò che veniva indicato come insufficienza di prove. La donna non vive più con l’uomo. I fatti risalgono al 2022 e 2023.
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