Trecento grammi, cinque euro. Il cartello compare su una bancarella di una fiera a Cesano Boscone, nell’hinterland sud ovest milanese. Basta fare il conto: 16,67 euro al chilo. Per chi arriva dal ragusano, terra di carrubi, la cifra fa un certo effetto. Perché poche settimane fa, a Modica, la vendita delle carrube prodotte nell’azienda agraria dell’Istituto “Principi Grimaldi” si è chiusa a 0,502 euro al chilo, Iva esclusa
. L’aggiudicazione, datata 25 agosto 2026, riguarda l’annata agraria 2025/2026. Il rapporto aritmetico è impressionante: il prezzo visto alla fiera lombarda è oltre 33 volte superiore a quello della vendita all’origine nel modicano. Occorre calcolare che in mezzo ci sono raccolta, selezione, scarti, trasporto dalla Sicilia al Nord, confezionamento, personale, costi di partecipazione alla fiera, tasse e margine di vendita. Resta però la fotografia di una filiera nella quale il valore cambia radicalmente durante il viaggio.
Prezzi bassi, ma poi…
Che i prezzi all’origine siano bassi non è una novità. Nel 2025 la Regione siciliana mise in vendita circa tremila chili di carrube raccolte nei demani forestali del territorio di Ragusa fissando una base di 0,38 euro al chilo per prodotto sufficientemente essiccato. Appena pochi giorni fa il consigliere comunale di Ragusa Salvatore Battaglia, intervenendo sul problema dei furti di carrube, ha ricordato un valore 2025 attorno a 0,40 euro più Iva al chilo, sostenendo che ai produttori dovrebbe essere riconosciuto almeno 0,70 euro.
Poi la carruba parte e cambia mercato. In Sicilia è ancora spesso considerata un prodotto agricolo povero, raccolto anche solo per integrare il reddito. In una fiera lombarda diventa invece alimento ricercato, esposto accanto a frutta secca e prodotti salutistici, con tanto di cartello che ne esalta ferro, calcio e proprietà antiossidanti. E si rimane di stucco: mezzo euro al chilo dove nasce, quasi 17 euro dove viene riscoperta. Se il consumatore è disposto a pagare così tanto per una carruba siciliana, quanto di quel valore riesce davvero a tornare a chi mantiene gli alberi, raccoglie i frutti e tiene in vita il paesaggio ibleo più caratteristico? Più dei 16,67 euro al chilo, quello è forse il prezzo che vale la pena discutere.
# Antonio Casa
**Giornalista | Economia, società, ambiente e analisi dei dati**
Antonio Casa è un giornalista con oltre trent'anni di esperienza nell'informazione quotidiana, televisiva e digitale. Iscritto all'Ordine dei Giornalisti della Sicilia come pubblicista dal 1992 e come professionista dal 12 settembre 2006, si occupa prevalentemente di economia, lavoro, ambiente, energia, sanità, servizi pubblici, agroalimentare e trasformazioni sociali.
Ha lavorato come redattore ordinario al *Quotidiano di Sicilia* dal 2007 al 2016, coordinando le pagine Ambiente & Energia, Sanità e Consumo e il sito qds.it. È stato collaboratore del *Sole 24 Ore* per il Sud-est siciliano, del quotidiano *La Sicilia* e dell'agenzia di stampa AGI.
Ha maturato una lunga esperienza anche nell'informazione televisiva, come direttore responsabile delle trasmissioni giornalistiche di Radiovideo Mediterraneo, corrispondente di Telecolor e conduttore della trasmissione settimanale *Isola Verde* su Antenna Sicilia, dedicata all'agricoltura siciliana.
Dal 2020 collabora con **RagusaOggi.it**, dove firma articoli e approfondimenti dedicati ai fenomeni economici, sociali e ambientali della provincia di Ragusa e della Sicilia. Cura inoltre la rubrica settimanale *FuoriCasa*, che mette in relazione temi di interesse generale con la realtà ragusana.
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È coautore del volume *Il ragusano Dop*, con prefazione di Andrea Camilleri.
**Collegamenti professionali:** archivio degli articoli su RagusaOggi.it e Quotidiano di Sicilia; iscrizione professionale all'Ordine dei Giornalisti.
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