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Consorzio universitario ibleo, la replica dell’on. Campo: “Nessun attacco personale, solo rispetto delle norme sulla parità di genere”
06 Gen 2026 13:00
L’onorevole Campo interviene per chiarire la propria posizione dopo il dibattito seguito alla nomina del nuovo Consiglio di amministrazione del Consorzio universitario ibleo, tornato al centro dell’attenzione per la composizione interamente maschile. Una replica che intende riportare la discussione su un piano esclusivamente istituzionale e normativo, sgombrando il campo da interpretazioni di carattere politico-personale, come in parte abbiamo fatto nel nostro articolo in cui abbiamo evidenziato che l’intervento della Campo è arrivato appena dopo la nomina, da parte del sindaco di Ragusa, dell’ex compagno di partito 5 Stelle, Filippo Spadola.
Secondo la parlamentare, la questione sollevata riguarda un dato oggettivo: l’assenza di parità di genere nel CdA, determinata da un mancato coordinamento tra gli enti chiamati a designare i componenti. In particolare, viene evidenziato come l’Assemblea dei soci, rappresentata da Libero Consorzio comunale e Comune di Ragusa, avrebbe potuto e dovuto intervenire per garantire il rispetto delle norme vigenti, nominando una figura femminile.
Campo ribadisce che l’iniziativa intrapresa – l’annuncio di un’interrogazione – nasce esclusivamente dall’esigenza di tutelare il principio delle pari opportunità, così come previsto dalla legislazione in materia, e non da logiche di contrapposizione politica o, tantomeno, da presunte “rese dei conti” interne. Viene inoltre sottolineato come non vi sia alcun intento polemico nei confronti dell’ex collega di partito Filippo Spadola, per il quale la deputata esprime apertamente stima e riconoscimento delle competenze professionali, confermando che i rapporti personali restano improntati al rispetto.
Nel merito, Campo chiarisce anche il confronto con il passato. Le nomine del precedente CdA, anch’esso composto esclusivamente da uomini, risalgono infatti a un periodo precedente all’entrata in vigore della normativa regionale sulla parità di genere. Il Consiglio si insediò nei primi mesi del 2021, mentre la Legge regionale n. 6 del 4 marzo 2021 – che recepisce il DPR 251/2012 – è successiva a quelle designazioni. Una differenza temporale sostanziale che, secondo l’onorevole, rende improprio il paragone tra le due vicende.
A rafforzare la propria posizione, Campo richiama anche la circolare della Segreteria generale della Presidenza della Regione Siciliana del 24 marzo 2025, che raccomanda in modo esplicito l’applicazione della normativa regionale e nazionale in materia di equilibrio di genere, compresa la legge Golfo-Mosca.
“La vicenda è tutta di carattere istituzionale e giuridico”, sottolinea la deputata, che conclude ribadendo come l’obiettivo resti quello di garantire il rispetto concreto dei diritti acquisiti dalle donne e di richiamare alla responsabilità chi è chiamato a vigilare sulla parità di genere in ambito culturale, sociale e istituzionale, a Ragusa come nel resto della provincia.
Fin qui le dichiarazioni e la replica della Campo di cui prendiamo atto e diamo notizia. Ribadiamo che formalmente la Regione ha recepito nel periodo indicato quanto previsto nella legge 120 del 2011, nota come legge “Golfo-Mosca”, che ha introdotto per la prima volta in Italia l’obbligo di quote di genere negli organi di amministrazione e controllo delle società quotate e di quelle controllate dalla pubblica amministrazione, con l’obiettivo di favorire la parità di genere nei posti decisionali. E così a seguire anche il DPR 251/2012 indicato dalla Campo nella sua replica, ma va anche ricordato che tuttavia, negli ultimi anni l’attenzione alla parità di genere nelle nomine pubbliche e negli organi amministrativi è stata richiamata più volte, anche in riferimento all’obbligo di rispettare i criteri della legge nazionale nelle designazioni di organi di enti e società controllate dalla Regione o dagli enti locali attraverso circolari e note esplicative. Non c’era l’obbligo, certo, ma l’opportunità. E su quella, dal punto di vista dunque politico e non giuridico, si poteva sollecitare anche sul precedente cda del Consorzio Universitario.
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