Un ambulatorio su quattro ruote per portare le cure direttamente dove c’è più bisogno. È stato consegnato all’Asp di Ragusa il nuovo motorhome odontoiatrico acquistato nell’ambito del PNES, il Programma Nazionale Equità nella Salute 2021-2027, con l’obiettivo di ridurre le difficoltà di accesso alle prestazioni sanitarie per le fasce più vulnerabili della popolazione. La consegna […]
COMBATTERE LA CORRUZIONE
05 Feb 2012 16:40
Il governo Monti, come del resto anche gli altri precedenti, continuano a chiedere sacrifici agli italiani per risanare la situazione economica, ma sembra che i sacrifici che gli italiani assumono su di se non tornino indietro attraverso i servizi della pubblica amministrazione. La sensazione diffusa che gli italiani hanno di ottenere dallo stato meno di quanto danno deriva dal peso della corruzione e del debito pubblico.
Nella graduatoria sulla corruzione redatta da Transparency International nel 2011 (http://www.transparency.it/) l’Italia figura al 69° posto: un paese del G7 che come corruzione compare al 69° posto, una cosa desolante. Meno corrotti di noi vengono ritenuti numerosi paesi appartenenti al cosiddetto Terzo Mondo. Ma la cosa ancora più triste è il voto medio che viene dato all’Italia: 3,9 (la sufficienza è 6). Se consideriamo i paesi europei che più sono a noi paragonabili come posizione internazionale e livello economico, notiamo che la Germania (14°) ha un voto di 8, Regno Unito (16°) ha un voto di 7,8, la Francia (25°) ha un voto di 7, la Spagna (31°) ha un voto di 6,2. Come si vede hanno tutti la sufficienza piena, e con tali voti diventa perfino secondario il posto in classifica. Quando si dice che gli investitori non vengono in Italia a causa dell’alto costo del lavoro e l’alto livello della tassazione si mente: in Italia non si viene perché si ha il terrore di essere taglieggiati, e questo è emerso in importanti ricerche. La corruzione diffusa altera la concorrenza non a favore delle imprese più efficienti ma di quelle dalla tangente facile, seleziona una classe politica molto scadente, avvelena il processo democratico.
La Banca Mondiale stima in circa il 3% del PIL lo sperpero medio di risorse dovuto alla corruzione. La corruzione induce povertà, sconvolge l’economia e la società con gravi conseguenze per ognuno.
Allo stato, a parte le dichiarazioni di principio e un certo impegno nella lotta all’evasione fiscale, non sembra che il Governo abbia intrapreso particolari forme di lotta alla corruzione.
E, comunque, a parte l’impegno delle istituzioni, deve essere chiaro che la corruzione si eradica solo con una crescita determinante della coscienza civile. Tocca cioè anche ai cittadini, alle associazioni, intraprendere delle iniziative che servano a combattere la corruzione in tutte le sue forme rendendo consapevoli e mobilitando i cittadini, studiare i fenomeni di corruzione, al fine di elaborare risoluzioni e strumenti che ne possano eliminare o ridurre l’incidenza; sensibilizzare l’opinione pubblica sul tema della lotta alla corruzione, promuovere nelle scuole e negli istituti universitari la sensibilizzazione alle tematiche della lotta alla corruzione, combattere la corruzione nelle relazioni pubbliche e private, incoraggiare gli operatori economici pubblici e privati a formulare e ad applicare principi etici condivisi.
Una società che abbia una elevata coscienza civica si distingue, non solo per le leggi e le attività svolte dalle istituzioni ma, soprattutto, per la coscienza, il senso del dovere e il modo di vivere dei suoi cittadini. Queste caratteristiche riescono a impregnare di se anche le istituzioni e le attività da esse svolta, innescando un circolo virtuoso di evoluzione civica di tutta la società.
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