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Centro storico di Modica tra crisi e speranza: cresce la richiesta di un confronto pubblico
26 Mar 2026 08:52
Il futuro del centro storico di Modica continua a preoccupare cittadini, commercianti e istituzioni. Gli ultimi episodi di cronaca, tra furti e atti vandalici, hanno riportato con forza l’attenzione su una zona che un tempo rappresentava il cuore pulsante della città e che oggi appare sempre più segnata da saracinesche abbassate e locali vuoti.
Mentre le forze dell’ordine proseguono le indagini per individuare i responsabili degli ultimi incresciosi fatti, cresce il senso di urgenza attorno a una questione che, negli anni, è stata al centro di numerosi interventi e riflessioni. Tuttavia, la percezione diffusa è che serva oggi un cambio di passo, capace di trasformare le analisi in azioni concrete.
In questo contesto si inseriscono due interventi arrivati nelle ultime ore, che rilanciano il dibattito in chiave propositiva. Il primo è quello di Piera Ficili, operatrice commerciale del centro storico, che ha scelto di rivolgersi direttamente al sindaco Maria Monisteri Caschetto e al presidente del Consiglio comunale Maria Cristina Minardo. Nella sua lettera, Ficili evita toni polemici e punta invece su una richiesta chiara: convocare un consiglio comunale aperto, capace di dare voce a chi il centro storico lo vive ogni giorno.
Il suo è un appello che parte da una constatazione amara — il progressivo svuotamento di corso Umberto e delle vie limitrofe — ma che guarda avanti, nella convinzione che esistano ancora margini per invertire la rotta. Non una protesta, ma una proposta: creare uno spazio di confronto reale, dove istituzioni, commercianti e cittadini possano costruire insieme soluzioni praticabili.
A poche ore di distanza è arrivata anche la presa di posizione di Vito D’Antona, che a nome di Sinistra Italiana Modica ha sottolineato come il tema dello spopolamento del centro storico sia ormai una vera emergenza. Anche in questo caso, il tono è orientato alla costruzione: dall’introduzione di incentivi per chi decide di vivere o investire nel centro storico, agli sgravi fiscali, fino alla valorizzazione degli immobili comunali inutilizzati.
Entrambi gli interventi convergono su un punto fondamentale: la necessità di un percorso partecipato. Il consiglio comunale aperto viene indicato come primo passo concreto per ascoltare esigenze, raccogliere idee e avviare una strategia condivisa.
Nonostante il quadro critico, i segnali di reazione non mancano. Dalle iniziative spontanee degli operatori economici alle prese di posizione di singoli cittadini e associazioni, emerge una volontà diffusa di non arrendersi al declino. Il centro storico di Modica, con la sua storia e la sua identità, resta un patrimonio da difendere e rilanciare.
La sfida, adesso, è trasformare questa energia in un progetto credibile. Perché se è vero che le difficoltà sono evidenti, è altrettanto vero che — come ricordano gli stessi protagonisti di questo dibattito — non tutto è perduto. E forse, proprio da qui, può cominciare una nuova stagione per il cuore della città.
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