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Caro Babbo Natale, una letterina dalla provincia di Ragusa
25 Dic 2025 11:43
Caro Babbo Natale,
quest’anno la letterina non arriva da un solo bambino, ma da dodici Comuni della provincia di Ragusa, uniti dalla stessa richiesta semplice e complessa allo stesso tempo: pace e prosperità.
Non chiediamo giochi o regali scintillanti, ma un po’ di serenità per territori che vivono un Natale difficile. Comuni in affanno, amministrazioni costrette a fare i conti con bilanci sempre più esigui, sindaci senza fondi e talvolta senza maggioranza, impegnati ogni giorno a governare tra sfiducia, emergenze e margini di azione ridotti. In molti municipi non c’è clima di festa, ma la consapevolezza di una responsabilità che pesa.
Caro Babbo Natale, porta sollievo alle comunità che faticano a festeggiare. Sono tante le persone che non riescono a vivere dignitosamente e che trovano sostegno nella Caritas e nel volontariato, perché bonus e voucher natalizi non bastano a colmare difficoltà strutturali. La povertà cresce in silenzio e a Natale diventa ancora più evidente.
Porta pazienza ai cittadini alle prese con bollette arretrate, rincari, stipendi e pensioni che non tengono il passo. Porta attenzione per strade invivibili, quartieri dimenticati, territori che chiedono sicurezza in un contesto segnato da episodi di violenza e microcriminalità diffusa.
E se puoi, Babbo Natale, metti nel sacco anche un messaggio per la politica, a tutti i livelli: meno propaganda e più segnali concreti, meno annunci e più risposte reali ai bisogni delle comunità. È da qui che nasce la speranza di ritrovare fiducia nelle istituzioni, un bene prezioso quanto raro, che oggi molti cittadini faticano a riconoscere.
Infine, regala un po’ di coesione sociale, quella che aiuta a non dividersi, a non cedere alla rabbia, a ricordare che una comunità resiste solo se riesce a restare unita, anche nelle difficoltà.
Non chiediamo miracoli, Babbo Natale, ma la possibilità di guardare al nuovo anno con meno paura e più prospettiva. Sarebbe già un grande dono.
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