Caro Babbo Natale, una letterina dalla provincia di Ragusa

Caro Babbo Natale,
quest’anno la letterina non arriva da un solo bambino, ma da dodici Comuni della provincia di Ragusa, uniti dalla stessa richiesta semplice e complessa allo stesso tempo: pace e prosperità.

Non chiediamo giochi o regali scintillanti, ma un po’ di serenità per territori che vivono un Natale difficile. Comuni in affanno, amministrazioni costrette a fare i conti con bilanci sempre più esigui, sindaci senza fondi e talvolta senza maggioranza, impegnati ogni giorno a governare tra sfiducia, emergenze e margini di azione ridotti. In molti municipi non c’è clima di festa, ma la consapevolezza di una responsabilità che pesa.

Caro Babbo Natale, porta sollievo alle comunità che faticano a festeggiare. Sono tante le persone che non riescono a vivere dignitosamente e che trovano sostegno nella Caritas e nel volontariato, perché bonus e voucher natalizi non bastano a colmare difficoltà strutturali. La povertà cresce in silenzio e a Natale diventa ancora più evidente.

Porta pazienza ai cittadini alle prese con bollette arretrate, rincari, stipendi e pensioni che non tengono il passo. Porta attenzione per strade invivibili, quartieri dimenticati, territori che chiedono sicurezza in un contesto segnato da episodi di violenza e microcriminalità diffusa.

E se puoi, Babbo Natale, metti nel sacco anche un messaggio per la politica, a tutti i livelli: meno propaganda e più segnali concreti, meno annunci e più risposte reali ai bisogni delle comunità. È da qui che nasce la speranza di ritrovare fiducia nelle istituzioni, un bene prezioso quanto raro, che oggi molti cittadini faticano a riconoscere.

Infine, regala un po’ di coesione sociale, quella che aiuta a non dividersi, a non cedere alla rabbia, a ricordare che una comunità resiste solo se riesce a restare unita, anche nelle difficoltà.

Non chiediamo miracoli, Babbo Natale, ma la possibilità di guardare al nuovo anno con meno paura e più prospettiva. Sarebbe già un grande dono.

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