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Il Comitato Centro Storico di Modica lascia il Tavolo tecnico: “Troppe parole, nessun risultato”. Decisione che sa di sconfitta
28 Ago 2026 23:36
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Dopo dieci sedute il Comitato ritira la propria partecipazione. Una decisione che sa di sconfitta e che apre nuove riflessioni sul futuro del centro storico
Il Comitato Centro Storico di Modica lascia il Tavolo Tecnico Consultivo Permanente per le problematiche del centro storico e annuncia che non parteciperà alla prossima riunione, convocata per lunedì 31 agosto.
Una decisione che lascia amarezza e che, alla luce dei mesi trascorsi, non arriva però del tutto inattesa. Perché se un organismo nato per mettere attorno allo stesso tavolo cittadini, professionisti, categorie e Amministrazione arriva a interrompere la propria partecipazione dopo appena dieci sedute, significa che qualcosa, evidentemente, non ha funzionato.
Il Comitato ricorda di essere stato tra i principali promotori di quello strumento di confronto, nato dopo il Consiglio comunale aperto dedicato alle sorti del centro storico. Per mesi sono arrivati documenti, proposte, richieste, gruppi di lavoro e sollecitazioni su temi che continuano a essere centrali: mobilità, ZTL, parcheggi, immobili comunali, commercio, fitti, residenzialità, cultura, scuole, sicurezza e servizi per i residenti.
Il problema, secondo il Comitato, è che al confronto non sarebbe seguito il necessario passaggio dalle parole ai fatti.
Nei verbali delle riunioni, viene evidenziato, resterebbero diverse richieste ancora senza risposta: dalla ricognizione degli immobili comunali ai chiarimenti sulla disciplina dei parcheggi, fino allo stato di avanzamento del Piano Urbanistico Generale.
E così quello che doveva essere uno strumento permanente di partecipazione rischia di trasformarsi, nella lettura del Comitato, in una serie di incontri senza conseguenze concrete.
“Un tavolo consultivo ha senso se dall’altra parte esiste qualcuno capace di ascoltare, rispondere, assumere decisioni”, sostiene il Comitato, che precisa però di non voler abbandonare il proprio impegno: “Non lasciamo il centro storico, lasciamo il tavolo”.
Una distinzione importante. Perché la decisione non rappresenta una resa, ma piuttosto la scelta di cercare altre strade per continuare a occuparsi dei problemi della città storica.
Tra le prime reazioni c’è quella del professor Uccio Barone, che utilizza toni ancora più duri nei confronti dell’Amministrazione.
“Senza speranza”, è il suo commento alla decisione del Comitato, interpretata come la conferma dell’“incapacità” dell’Amministrazione comunale di condividere analisi e soluzioni per fermare, a suo giudizio, il declino residenziale, economico e culturale del centro storico.
Barone individua nella progressiva concentrazione di funzioni e servizi nella zona Sorda-Sacro Cuore una delle cause della desertificazione della Modica storica, Alta e Bassa.
E traccia uno scenario volutamente provocatorio: un centro storico destinato sempre più a bar, pizzerie, musei, trenini turistici e intrattenimento estivo, ma privo di una vera strategia per tornare a essere un luogo vissuto quotidianamente dai residenti.
“Nessuna seria decisione operativa, nessuna misura tra le tante proposte per ripristinare la vivibilità del Centro storico. Solo ‘fuffa’, tanta fuffa”.
Al di là dei toni, la vicenda pone una questione politica precisa: se anche chi aveva fortemente voluto il Tavolo tecnico decide di abbandonarlo perché non vede risultati, l’Amministrazione dovrà interrogarsi seriamente sull’efficacia di quello strumento e, più in generale, sulla propria strategia per il centro storico.
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