L’Azienda Sanitaria Provinciale di Ragusa ha pubblicato un avviso pubblico per il conferimento di incarichi libero-professionali destinati a medici in quiescenza, con l’obiettivo di rafforzare i servizi ospedalieri e garantire la continuità assistenziale. Il provvedimento è stato formalizzato con la delibera n. 563 del 14 marzo e rientra nelle azioni avviate dalla Direzione strategica per […]
AVOLA: “PONIAMO CENTRALE IL LAVORO E IL FUTURO DEI GIOVANI”
04 Mag 2011 06:57
Lo sciopero generale nazionale proclamato dalla CGIL per venerdì 6 maggio si svolgerà a Ragusa con un concentramento alle ore 9,30 in piazza Cappuccini e corteo con il seguente percorso:
partenza da piazza Cappuccini, ponte San Vito, corso Vittorio Veneto, Via Roma, piazza Libertà e ritorno in piazza Cappuccini.
Si svolgeranno alcuni interventi sui motivi dello sciopero che si possono così sintetizzare: per la crescita e il rilancio degli investimenti; per un piano nazionale per il lavoro e l’uscita dal precariato; per difendere i diritti attraverso un fisco più leggero per i lavoratori e i pensionati;per i giovani per il futuro, per la scuola pubblica, l’università e la ricerca;per una sanità migliore ed un welfare diffuso e di qualità; per il rinnovo dei contratti nazionali e degli integrativi contro ogni accordo separato; per una politica di accoglienza e di cittadinanza attiva dei migranti; per un federalismo solidale a livello regionale e comunale.
Gli interventi saranno conclusi con un comizio di Antonio Riolo, segretario regionale della CGIL.
“ In questo momento di grandi crisi del lavoro e di’occupazione soprattutto giovanile- dichiara Giovanni Avola segretario generale della CGIL di Ragusa – è importante e non più rinviabile scendere in piazza e manifestare contro le politiche del governo nazionale che da molti mesi ha rimosso le questioni fondamentali di crisi del Paese per occuparsi d’altro.
La CGIL pone centrale i temi del lavoro e del futuro dei giovani che vuol dire innanzitutto il superamento del precariato che significa la soluzione a modelli di vita insopportabili che non garantiscono certezze e non alimentano speranze per il domani.”
© Riproduzione riservata